Veroli – Patrizia e la sua arte ai tempi del Covid-19. Quando poesia e colori ti salvano la vita | TG24.info
Aggiornato alle: 12:30 di Martedi 26 Gennaio 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Veroli – Patrizia e la sua arte ai tempi del Covid-19. Quando poesia e colori ti salvano la vita

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Veroli – Patrizia e la sua arte ai tempi del Covid-19. Quando poesia e colori ti salvano la vita
02 Giugno
13:30 2020

 

 

 

 

Patrizia Baglione è una giovane artista locale. Pittrice, autrice di libri e una sensibilità che la rende unica. Sogna di diventare educatrice professionale. Lei vittima di bullismo ha fatto dell’arte e della scrittura il suo rifugio. Ce lo racconta in un’intervista a cuore aperto.

Agli inizi di marzo la tua personale di pittura, poi il Covid-19. Come è andata?

Siamo stati tutti catapultati in una realtà differente, quasi surreale. Avevo appena allestito la mia personale di pittura alla Villa Comunale di Frosinone, ho dovuto anticipare la chiusura proprio a causa delle disposizioni anti Covid-19. E’ stato un gran dispiacere, ma mi sono sentita comunque fortunata. In quei giorni, ho avuto il piacere di incontrare volti noti della nostra provincia che mi hanno omaggiata con la loro presenza.

Durante l’emergenza, quanto è stato importante avere l’arte al tuo fianco?

L’arte ci salva e mi salva sempre. Nei momenti bui della mia vita ci ha pensato la poesia a darmi sollievo. Durante l’adolescenza sono stata vittima di alcuni episodi di bullismo. Sono riuscita a superare quella solitudine e fragilità con la scrittura. Tutto è partito da lì, da quella poesia scritta nel marzo del 2007: “Io sola con il vento”. Non mi sono più fermata. Scrivevo ogni volta che ne sentivo il bisogno, ma soprattutto per sfogarmi e trovare conforto dei dispiaceri subiti negli anni. Una vera amica la poesia. Lo scorso anno sono riuscita a pubblicare il mio primo libro, una raccolta in versi degli anni passati. A febbraio di quest’anno è uscito: “Malinconia delle nuvole”, libro che affronta temi a me cari, come la disabilità, la malattia, la diversità. C’è anche una dedica fatta ad Ezio Bosso che avrei voluto conoscere, purtroppo il destino è beffardo. Non sono riuscita a fare ancora nessuna presentazione e questo è quello che più mi manca: il contatto con il pubblico, l’espressione dei loro volti, l’emozione che avverto dopo una lettura. Il libro è comunque presente sui maggiori siti di ricerca ed è fisicamente disponibile in diverse librerie italiane.

Questa normalità ‘apparente’ ti offrirà nuova linfa per creare?

Sono sincera, questi mesi in casa li ho trascorsi in uno stato di calma sconcertante, quasi inaspettata. Sono un tipo energico, ma in questo periodo mi sono letteralmente rilassata. Ho ripreso a dipingere dopo la mostra e sono venuti fuori dipinti differenti, sempre molto colorati che emanano serenità, voglia di stare bene.

Progetti?

Progetti nella testa ci sono e tanti. Sto studiando per diventare educatrice professionale, mi sono sempre battuta per i bambini e i loro diritti. Da un anno ho creato per loro il “Laboratorio PoeticArte” che è un po’ l’unione di tutte le mie passioni e da qualche mese su Facebook  è uscita la pagina ufficiale che nei mesi di lockdown è stata molto seguita fino a raggiungere 58mila visitatori.

Sto cercando di formarmi il più possibile per acquisire tutte le competenze necessarie. Nei mesi di assoluta calma sono riuscita a seguire diversi corsi online di arte-terapia e sto finendo la formazione ufficiale del metodo “Caviardage” che ho avuto già modo di sperimentare. Ci sono altri libri che aspettano il tempo giusto per venire fuori e poi, tanta tanta magia…

Sono positiva, lo sono sempre stata anche nei momenti di crollo totale. Sogno e vedo un futuro roseo e lo auguro ad ognuno di noi.

A. Cin.

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