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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Veroli – Il museo civico archeologico, un tesoro da scoprire. A tu per tu con il direttore Della Porta

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Veroli – Il museo civico archeologico, un tesoro da scoprire. A tu per tu con il direttore Della Porta
21 Maggio
17:00 2020

 

 

 

 

Laureata in Archeologia Protostorica all’Università La Sapienza di Roma, un’esperienza decennale in didattica museale, acquisita grazie alla collaborazione con alcuni musei del territorio.

Giovane e brillante, Francesca ha ben chiaro il concetto di ‘cultura’ e di ‘turismo culturale’.

Quando si potrà tornare a visitare il museo civico e quali gli accorgimenti dal punto di vista logistico per garantire una corretta fruizione delle sale?

L’emergenza coronavirus ha messo a dura prova tutto il settore culturale. Questa crisi ha messo in discussione il modo di “fare cultura” e quindi ci porta a ripensare al turismo in una forma diversa, in particolare allo slow tourism. Ci stiamo organizzando per una riapertura lenta e in piena sicurezza, con l’obiettivo di offrire un servizio per le famiglie e i turisti, garantendo loro l’opportunità di tornare alla normalità. Visite su prenotazione, con numeri contingentati di visitatori. Accogliere gli utenti in modo graduale e a condizione che siano in grado di rispettare le norme di sicurezza.

Quali novità, invece, per incentivare le visite in un periodo così difficile?

A partire da giugno e per i successivi mesi fino ad agosto, sono in via di programmazione una serie di appuntamenti, laboratori ed attività con il SIF CULTURA, il sistema integrato di servizi culturali della Provincia di Frosinone. Eventi programmati con tutti gli aderenti del sistema per garantire tutta una gamma di offerte culturali. Inoltre il Comune di Veroli e la consigliera delegata alla cultura Francesca Cerquozzi stanno organizzando una serie di iniziative che mirano, rispettando naturalmente tutti i protocolli di sicurezza, alla valorizzazione e promozione del centro storico della città.

Quali iniziative avete messo in campo durante il lockdown?

Con le porte dei musei chiuse, abbiamo cercato di essere vicino ai visitatori sfruttando e utilizzando modi alternativi e tecnologici, per permettere a tutti di godere del nostro piccolo e prezioso museo. Gli strumenti che più ci avvicinano agli utenti sono sicuramente i social. Attraverso il canale Facebook e Instagram abbiamo promosso il progetto ‘IL MUSEO A DOMICILIO’. Quattro appuntamenti dedicati alle attività di didattica museale in collaborazione con una persona che stimo moltissimo la Dott.ssa Brunilde Mazzoleni, con cui abbiamo elaborato i laboratori “MAVKIDS”, postati tutti i martedì del mese di maggio che propongono divertenti attività che consentono ai bambini di scoprire il museo giocando comodamente da casa, e piccoli giochi che stimolano la creatività. Poi 4 appuntamenti con “IL MUSEO IN PILLOLE”, dei brevi video che ho realizzato personalmente, postati il sabato, che illustrano alcuni dei reperti conservati nel Museo. Ormai siamo giunti al termine anche di questa avventura che si concluderà con l’ultimo appuntamento sabato 30 maggio.

A che punto è la costituzione della rete museale cittadina?

A tal riguardo posso dirvi, per adesso, che la fase di progettazione è in chiusura.

La cultura in generale ha subito in questi mesi una battuta d’arresto. Da dove ripartire?

Sicuramente in una situazione particolare come questa, bisogna garantire la massima sicurezza, il turista o il visitatore locale deve sentirsi sicuro. La cosa certa è che ci muoveremo e viaggeremo tutti di meno ed in questo scenario i musei dovranno pertanto prendere in considerazione due grandi tipologie di pubblico: quello virtuale che dovrà necessariamente contentarsi di forme di turismo digitale e di visite online; dall’altra, il pubblico reale ovvero un pubblico fondamentalmente locale e di prossimità, espressione del territorio composto da persone potenzialmente conosciute, identificabili, che hanno la possibilità di ritornare e che condividono col museo la stessa lingua, lo stesso contesto sociale spesso dimenticato. Questo è nelle prime fasi il pubblico che noi dobbiamo recuperare, conquistare e fidelizzare; per ritornare poi ad accogliere un pubblico più vasto.

Nei centri come Veroli, qual è secondo lei il potenziale da sfruttare?

Bisogna puntare sugli utenti locali, motivare la gente ad uscire visitare il museo ma anche passeggiare per il centro storico della città, gustare gli eccezionali prodotti enogastronomici che il paese di Veroli produce e che molti ci invidiano. In una cornice come questa il potenziale è alto. La nuova sfida, su questo fronte, sarà di far interagire la sfera culturale, con quella commerciale e produttiva del territorio per portare ad una crescita comune e condivisa. Tutti questi attori dovranno funzionare prima come richiamo, poi come ricerca e scoperta per rendere l’esperienza di visita del museo e del territorio autentica.

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