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Veroli – Badante falsifica testamento del suo datore di lavoro

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Veroli – Badante falsifica testamento del suo datore di lavoro
10 Marzo
09:15 2020

 

 

 

 

 

Badante di 50 anni residente a Veroli accusata di aver falsificato con la complicità di terzi il testamento olografo del suo datore di lavoro. Adesso deve rispondere di concorso in falso testamentario.

Nei giorni scorsi il giudice ha incriminato coattivamente la donna che andrà dritta a dibattimento. I fatti risalgono alloscorso anno quando Bruno Magnante un sessantenne di Veroli muore a seguito di una grave malattia.

L’uomo proprio a causa delle sue precarie condizioni di salute​ aveva assunto una governante. Ma questa utilizzando una sua vecchia lettera e con l’aiuto di altre persone che al momento sono ancora rimaste ignote, avrebbe contraffatto il testamento sul quale c’era scritto che le lasciava 389 mila euro sul conto corrente e tre immobili alla badante romena.

Da alcune indiscrezioni raccolte sembra che il rapporto con l’anziano fosse diventato molto stretto al punto che la donna gestiva quella casa come se fosse stata la proprietaria di tutto.

Il testamento olografo spunta dopo il decesso del Magnante. Il documento viene consegnato nelle mani di un notaio. Da questo i familiari del defunto apprendono che il loro parente aveva ceduto alla donna ogni suo bene. A far scattare la denuncia una delle due sorelle dell’anziano insospettita da quel foglio scritto a stampatello. Il pubblico ministero Di Cicco ha affidato l’incarico della perizia grafologica alla consulente dottoressa Ornella Barberi. E proprio il risultato di questa perizia avrebbe stabilito che il testamento risulta totalmente falso.

Secondo la perizia effettuata dal perito grafologo, i caratteri non sarebbero riconducibili alla mano del defunto. Soddisfatto il legale Giampiero Vellucci che rappresenta una delle sorelle del defunto per la decisione presa dal magistrato.

<Il giudice – ha dichiarato il legale- ha giustamente argomentato che nonostante non vi fosse la prova che la 50enne non avesse circuito o plagiato l’anziano convivente, sicuramente aveva commissionato a terzi la redazione del testamento olografo con il quale veniva indicata quale beneficiaria di parte dell’eredità del medesimo, soprattutto alla luce di una perizia grafologica che ha categoricamente escluso che l’autore del testamento olografo fosse il defunto Bruno Magnante>.

​ ​ Mar.Ming.

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