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Vallepietra – Santissima Trinità giovane si sente male, difficoltà nel primo soccorso

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Vallepietra – Santissima Trinità giovane si sente male, difficoltà nel primo soccorso
11 Settembre
10:35 2019
La vicenda viene riportata da un giovane arpinate, operatore nel Servizio Sanitario per la regione Abruzzo, rimasto basito dalla superficialità con cui l’episodio è stato affrontato e dalla mancanza di buon senso di quanti, consapevolmente, hanno messo a rischio la vita di una persona.

Il testimone racconta che nella mattinata di domenica scorsa, 8 settembre, poco prima delle 12:00, mentre con il suo gruppo di amici risaliva dalla visita al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, a metà percorso si è imbattuto in un ragazzo che lamentava dolori lancinanti allo sterno ed in prossimità dell’addome. Il giovane indisposto, di Sora, veniva raggiunto dall’“auto spola” presente in loco, caricato e trasportato presso il piazzale superiore del parcheggio. L’operatore arpinate, una volta raggiunto il largario, aveva modo di verificare che il malcapitato ancora si trovava in condizioni di sofferenza tanto che decideva di intervenire tirando fuori l’ammalato dal veicolo per metterlo in posizione di sicurezza e chiamare il 118, quando già era trascorsa un’ora: quasi 4 minuti per spiegare l’accaduto e sollecitare l’intervento medico, mentre il malessere si acutizzava ed il ragazzo perdeva coscienza.

L’auto medica arrivava dopo 30 minuti e dopo 45 giungeva l’ambulanza. Il paziente veniva trattato con una soluzione per via endovenosa, scongiurando la necessità di ulteriori accertamenti. Di fatto, durante il viaggio di rientro, il ragazzo accusava nuovamente malore, per cui accompagnato presso il Comando Stazione dei Carabinieri di Guarcino dove veniva raggiunto dall’ambulanza di Alatri e trasferito presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Frosinone dove, finalmente, riceveva tutte le cure necessarie.

L’operatore arpinate si è sentito in dovere di intervenire, un dovere umano, un senso di responsabilità dettato più dalla coscienza che dalla professione: attraverso i social il malcapitato ha “individuato” il suo soccorritore, ringraziandolo per la particolare sensibilità e la solidarietà dimostratagli.

La vicenda ha avuto un epilogo fortunato ma pone l’attenzione sulla questione primo soccorso ed emergenza in un luogo che, ogni anno, accoglie centinaia di migliaia di persone, di tutte le età ed in tutte le condizioni. I recenti episodi di cronaca dimostrano che gli incidenti non mancano e che l’ubicazione del Santuario non facilità la tempestività dei soccorsi.
Sara Pacitto

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