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Valle del Sacco – Approvato il piano monitoraggio delle acque, la bonifica è più vicina

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Valle del Sacco – Approvato il piano monitoraggio delle acque, la bonifica è più vicina
30 Aprile
19:16 2020

 

 

 

 La Giunta regionale ha approvato oggi il piano di monitoraggio delle acque per uso potabile, irriguo e domestico nella Valle del Sacco. L’intervento prevede una spesa di oltre 1.7 milioni di euro.

Una bella notizia per la Valle del Sacco, territorio fortemente inquinato inserito nel Sin. Ne ha dato notizia il presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini:La Giunta regionale del Lazio, con uno stanziamento di oltre 1,7 milioni, ha approvato il piano di monitoraggio delle acque per uso potabile, irriguo e domestico nella Valle del Sacco. Si tratta di un nuovo intervento, che segue quello delle scorse settimane sulla caratterizzazione delle aree agricole, fondamentale per il processo di bonifica definitiva del sito. Con questi monitoraggi sarà possibile ottenere un quadro specifico e soprattutto aggiornato della situazione ambientale del SIN Bacino del Fiume Sacco, una mappatura completa sullo stato di “salute” del territorio. Stiamo mettendo al centro della nostra azione politica, con i fatti, il benessere dei cittadini lavorando per metterci alle spalle una stagione durissima che sarà superata attraverso la bonifica permanente. Questi interventi, per i quali ringrazio il Presidente Zingaretti e l’assessore Valeriani, si stanno effettuando nei tempi previsti nonostante l’emergenza sanitaria: segno tangibile di concretezza e di volontà di portare a termine quanto prima un impegno così importante con le persone, le associazioni e con il nostro territorio”. L’intervento di oltre 1,7 milioni di euro sarà finanziata con risorse FSC – Patto per il Lazio, rientra nell’ambito dell’Accordo di Programma tra Regione e Ministero dell’Ambiente per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza e bonifica del Sito di interesse Nazionale del Bacino del Fiume Sacco. Dopo la recente approvazione del documento sulla “Caratterizzazione delle aree agricole ripariali” della Valle del Sacco, con un finanziamento di 4 milioni di euro, che punta a valutarne lo stato di contaminazione e i relativi interventi di ripristino ambientale, con il piano di monitoraggio delle acque ad uso potabile, irriguo e domestico sarà possibile descrivere e determinare con accuratezza il grado di inquinamento idrico, secondo i parametri indicati dai decreti legislativi 31/2001 e 152/2006, con specifica attenzione ai marker delle contaminazioni del fiume Sacco, come esaclorocicloesano e altri fitofarmaci. In particolare, questo intervento dovrà definire l’entità delle contaminazioni, anche di quelle collegate alle zone industriali; stabilire i valori di fondo per le acque sotterranee; individuare la zona di interazione e mixing falda-fiume Sacco; monitorare il livello di inquinamento delle acque per verificare l’efficacia degli interventi di contenimento e/o di bonifica, che verranno attivati dopo l’individuazione della sorgente puntuale o diffusa responsabile della contaminazione; valutare il grado di contaminazione delle falde sotterranee e stimarne l’eventuale estensione. Monitorare le acque potabili irrigue e domestiche, pertanto, permetterà di avere un definitivo quadro aggiornato della situazione ambientale del SIN Bacino del Fiume Sacco, rappresentando lo stato di “salute” del territorio. L’intervento verrà realizzato in collaborazione con Arpa Lazio, Ispra, Asl e Istituto Superiore di Sanità e consentirà anche un’importante azione di controllo e sorveglianza sanitaria, insieme a quella epidemiologica, favorendo un’accurata misura di prevenzione e controllo del rischio sanitario. Massimiliano Valeriani, assessore al Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio ha dichiarato: “Le ultime due delibere regionali sulla bonifica della Valle del Sacco prevedono un finanziamento complessivo di 5,7 milioni di euro: la disponibilità di acqua potabile è un elemento fondamentale per determinare lo stato di salute e di benessere di un territorio: il monitoraggio della qualità idrica sulle reti di distribuzione e sulla falda acquifera permetterà di attuare ogni possibile azione di
mitigazione del rischio ambientale e sanitario a tutela della collettività”

Anna Ammanniti

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