Valcomino – La caccia, i cinghiali e il rispetto per il territorio. Ne parla l’Anuu, Associazione Migratoristi italiani | TG24.info
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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Valcomino – La caccia, i cinghiali e il rispetto per il territorio. Ne parla l’Anuu, Associazione Migratoristi italiani

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Valcomino – La caccia, i cinghiali e il rispetto per il territorio. Ne parla l’Anuu, Associazione Migratoristi italiani
30 Novembre
20:02 2018

 

 

Preservare l’ambiente, andare a caccia e riuscire a trovare un giusto equilibrio in grado di far convivere più realtà in uno splendido territorio che viene costantemente osservato.

Potrebbe essere questo il messaggio ideale dell’Anuu lazio, Associazione Migratoristi italiani per la conservazione dell’ambiente che, attraverso Renato Antonucci, ha voluto sensibilizzare l’opinione pubblica.

Incidenti, cinghiali, caccia nella zona pre parco della Valcomino. Sono questi i tre tasti dolenti di un mondo, come quello venatorio, che va regolamentato con attenzione – ha sottolineato Antonucci, in rappresentanza dell’Anuu e dell’assemblea Atc Fr1″ -. Renato Antonucci torna, in tal senso, a far sentire la propria voce, avanzando alcune proposte importanti.

“E’ nostra ferma convinzione – spiega Antonucci – che debbano essere studiate una serie di accortezze per tutelare al meglio tutti coloro che, a vario titolo, entrano in contatto con la natura. Ma tutto ciò deve essere fatto senza dimenticare le legittime esigenze di tutti quei cacciatori che esercitano, con passione, rispetto ed attenzione, l’arte venatoria. Per quel che riguarda, in particolare, la caccia al cinghiale (la cui eccessiva diffusione è diventata una vera e propria piaga sociale) ci sentiamo di suggerir una serie di accorgimenti: per poter iniziare la caccia agli ungulati (cinghiali) occorre aver preso la licenza da caccia da almeno 5 anni; obbligo di avere una relazione comportamentale firmata dal capo squadra e almeno da uno dei vice capo squadra nella quale si attesta la partecipazione ad almeno 50/100 battute come ospite e senza fucile, per tutti coloro che vogliono far parte della squadra di caccia di cinghiali, sia come iscritto che come ospite; obbligo da parte delle associazioni che rappresentano la categoria dei cacciatori di cinghiali di organizzare specifici corsi di aggiornamento diretti da professionisti esperti quali ufficiali delle Forze dell’ Ordine e tiratori scelti con il rilascio di attestati di specifica qualificazione; pene severissime per chi ha la responsabilità accertata per danni arrecati con l’uso di armi pericolose; obbligo da parte della squadra che ha in gestione la zona di caccia al cinghiale di installare apparecchi luminosi a LED a distanze ben visibili tra di loro, in modo tale da segnalare adeguatamente la presenza di una battuta di caccia. Sarebbe il caso, poi, di suggerire a tutte quelle persone che si addentrano nei boschi, soprattutto nel periodo dell’attività venatoria, di indossare un giubbetto ad alta visibilità.

Gli stessi accorgimenti, infine, andrebbero utilizzati anche nelle c.d. “zone bianche” dove attualmente non è prevista alcuna segnalazione. Infine, riteniamo assolutamente importante ed essenziale l’immediato intervento di Sua eccellenza il Prefetto di Frosinone al fine di convocare, con l’urgenza che il caso richiede, un tavolo di concertazione con tutte le associazioni interessate, al fine di evitare facili strumentazioni da parte dei soliti detrattori, a difesa della stragrande maggioranza dei cittadini-cacciatori che esercitano l’attività venatoria con grande passione, professionalità e nel pieno rispetto delle norme sia nazionali che regionali”. A tal riguardo, Antonucci inviata i Comuni della Provincia di Frosinone a guardare all’esempio di Formia che si sta organizzando per allontanare i cinghiali dal centro urbano, attraverso l’utilizzo di cani. L’Anuu, infine, esprime massima solidarietà agli otto comuni della Valcomino privati della caccia, la cui chiusura rappresenterebbe un colpo mortale per l’economia dei comuni montani, dove le piccole imprese del territorio sbarcano il lunario con le attività connesse alla caccia. Nel corso degli anni non è mai stato raggiunto un vero equilibrio tra cacciatori del posto, sportivi provenienti da altri Comuni ed ambientalisti. Forse è giunto il tempo di trovarlo.

Caterina Paglia

 

 

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