Terremoto – Ci saranno “aftershock”, non si può escludere una scossa più forte | TG24.info
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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Terremoto – Ci saranno “aftershock”, non si può escludere una scossa più forte

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Terremoto – Ci saranno “aftershock”, non si può escludere una scossa più forte
28 Novembre
12:00 2019

 

 

Quello riportato nel grafico è il tracciato dell’evento sismico avvenuto in Albania nella prima mattinata di martedì: è il grafico del dispositivo attivo per il rilevamento dei movimenti tellurici in dotazione presso la stazione di Arpino dove, grazie alla collaborazione con IESN ed all’osservatorio Geofisico “Valle del Liri”, vengono raccolti ed elaborati i dati che arrivano anche da altri centri della Provincia.

Ad una distanza di circa 550 kilometri, le onde hanno impiegato 75/80 secondi a raggiungere l’impianto di misurazione in Terra di Cicerone: l’intensità registrata è relativa all’epicentro del terremoto, individuato tra Durazzo e la capitale Tirana, a 15 chilometri di profondità, ed è quella ufficiale, ugualmente rilevata dagli strumenti di INGV. Il sisma è durato 30 secondi.
Lo scorso 20 settembre due scosse di magnitudo 5.8 e 5.4 avevano colpito la stessa zona nel Paese delle Aquile, danneggiando circa 500 edifici: era stato definito il più forte terremoto degli ultimi 30 anni in Albania, poi la catastrofe. Eventi che non sorprendono gli esperti: il geologo e sismologo Alessandro Amato, responsabile del Centro Allerta Tsunami dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dichiara «Tutto il versante adriatico dalla parte dei Balcani è attraversato da sistemi di faglie compressive. È in atto un fenomeno di raccorciamento della crosta dovuto ai movimenti della placca adriatica che interessa tutta la fascia costiera, a partire dalla Slovenia fino alla Grecia. La zona era già attiva da un paio di mesi, continua Amato. Come per il terremoto di agosto ad Amatrice, magnitudo 6.0, che fu seguito da quello del 30 ottobre di magnitudo 6.5. L’Appennino e le Alpi Dinaridi sono del resto due lati di una stessa placca, quella adriatica: un insieme di blocchi geologici che si sposta verso Nord e ruota in senso antiorario. Da un lato “stira” gli Appennini e dall’altro comprime le Dinaridi. Le statistiche, conclude lo scienziato, dicono che ci saranno aftershock, cioè repliche: solo ieri ce ne sono state 250, continueranno per mesi se non anni. È normale: la sequenza del 2016 a Norcia la stiamo ancora registrando. Diminuiscono nel tempo per numero e magnitudo, con una legge più o meno nota, poi che ne arrivi una più forte non è da escludersi».
È impossibile, quindi, prevedere un terremoto ed altrettanto impossibile è stabilire quando l’attività tellurica sia uno sciame precursore, che anticipi una scossa può forte, o concluda una sequenza sismica.
Sara Pacitto

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