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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Strangolagalli – Covid-19, la testimonianza di Isabella che da anni vive e lavora a Toronto

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Strangolagalli – Covid-19, la testimonianza di Isabella che da anni vive e lavora a Toronto
29 Marzo
20:15 2020

 

 

 

Isabella Vecchiarelli, 35 anni, è arrivata in Canada il 27 dicembre del 2015.

Collabora con il reparto Comunicazione e Marketing della Italian Chamber of Commerce of Ontario (ICCO). Come tanti giovani ciociari all’estero segue da lontano l’evolversi della situazione in Italia. Ma anche in Canada i contagi non mancano e tante le restrizioni già adottate.

State seguendo l’evolversi della situazione in Italia, come è visto l’operato del nostro Governo?

<Seguiamo con molta apprensione l’evolversi della situazione in Italia. Ci sono diversi media Italiani presenti in Canada come corrispondenti Rai, ma anche diversi media locali in lingua italiana grazie alla numerosa presenza di italo-canadesi. Anche i principali media canadesi prestano massima attenzione all’evolversi dell’emergenza italiana. Ad esempio la CBC e The Globe and Mail hanno degli inviati a Roma (Megan Williams per la CBC e Eric Reguly per The Globe and Mail).
Ho letto anche che la  Samaritan’s Purse,  organizzazione umanitaria canadese di Calgary, e’ presente in Italia dal 17 marzo con un team di 80 volontari tra dottori ed infermieri per dare supporto all’ospedale da campo allestito nel parcheggio dell’Ospedale di Cremona.
Nonostante i numeri siano relativamente bassi, cresce la paura che cio’ che e’ successo in Italia possa accadere anche qui in Canada. Purtroppo c’e’ ancora chi sottovaluta i rischi della diffusione del virus>.

C’è una comunità italocanadese molto attiva, come appare ai loro occhi la situazione italiana? C’è apprensione?

<Per avere un’idea della comunita’ italo-canadese basta pensare che nel censimento del 2016, un totale di 1,587,970 canadesi  (4.6% della popolazione canadese)  ha dichiarato di avere origini italiane.  Il Sindaco di Vaughan (Ontario), citta’ gemellata con la citta’ di Sora (Frosinone) dal 1992, ha illuminato il palazzo della sede comunale con i colori del tricolore ed ha installato diversi cartelloni con il messaggio: “Forza Italia siamo con voi”. E’ un gesto di vicinanza e amore nei confronti del nostro paese da parte di una citta’ che ospita oltre 130.000 italo-canadesi o canadesi di origine italiana. Noto molta apprensione da parte di tutti in generale, non solo italo-canadesi ma anche i candesi seguono molto l’evoluzione della situazione in Italia. Apprezzano la trasparenza da parte del Governo italiano nel comunicare i dati e poi la positivita’ trasmessa dalle persone che cantavano sui balconi o ancora la genuinita’ dei sindaci che perdono la pazienza nei confronti delle persone che non rispettano le varie restrizioni. Si sono commossi alle immagini dell’esercito che trasportava le bare>.

Com’è invece la situazione in Canada? Ci sono già le prime vittime? Quali misure sono state adottate?

<Al momento in Canada si registrano un totale di circa 4675 casi positivi e 53 deceduti in tutto il Paese. Le province piu’ colpite sono: Quebec (2021 casi confermati), Ontario ( 993) e British Columbia (725). Nonostante il Governo Canadese si sia attivato sin da subito nel sensibilizzare tutti i canadesi purtroppo c’e’ ancora molto da fare. Non siamo ancora in totale “lockdown” ma il Governo ha iniziato con la chiusura delle scuole dal 14 marzo fino al 5 aprile ( ovviamente non si esclude un prolungamento della sospensione delle attività didattiche).  Si va a fare la spesa e prima di entrare ti viene chiesto di disinfettare le mani con l’igienizzante messo a disposizione all’ingresso. Anche i carrelli della spesa vengono disinfettati. Gli eventi sono tutti cancellati. Bar e ristoranti sono chiusi dal 16 marzo e possono lavorare solo facendo le consegne. Sono chiusi anche parchi, librerie e centri ricreativi. Con il March Break (16-20 marzo) molti canadesi sono andati in vacanza nonostante le raccomandazioni del Governo di non viaggiare. Il Governo ha imposto a tutti coloro che entrano in Canada un periodo di 14 giorni in auto-isolamento. Alcuni non lo rispettano.
Il 20 marzo sono state chiuse le frontiere con gli USA. Al momento in Canada possono entrare solamente i cittadini canadesi e chi ha la “permanent residence”. Hanno bloccato anche l’ingresso ai rifugiati e ai richiedenti asilo politico. E’ una misura estrema per il Canada ma e’ una scelta consapevole a tutela dei propri cittadini e del sistema sanitario nazionale. Il 23 marzo il Governo ha esteso la chiusura a tutte le attivita’ tranne ad alimentari, farmacie, negozi di generi di prima necessità e i servizi essenziali. Purtroppo c’e’ ancora molta confusione, ci sono stati giorni in cui i negozi sono stati presi d’assalto ma in generale in strada la vita sembra quasi normale, solo meno traffico. Il problema e’ che molte aziende stanno chiudendo e molta gente non avra’ piu’ un lavoro.  Il Governo ha stanziato fino a $27 miliardi a sostegno di lavoratori e aziende canadesi. Ci sono ovviamente pacchetti a sostegno delle famiglie, riduzione delle tariffe su corrente, acqua, telefono, oltre al rinvio della scadenza della presentazione della dichiarazione dei redditi che era prevista ad aprile ed e’ stata posticipata ad agosto>.

Hai contatti con la tua famiglia di Strangolagalli, c’è paura?

<Chiamo i miei genitori ogni giorno, come sempre. Ma adesso cerco di fare piu’ videochiamate in modo da essere piu’ vicina anche se distante. Sono molto preoccupata ma allo stesso tempo cerco di rimanere calma pensando che tutto andra’ bene. Dovevo tornare in Italia i primi di marzo ma l’emergenza non mi ha permesso di partire e il mio volo e’ stato cancellato. Non vedo la mia famiglia e i miei amici da oltre un anno. Avevo promesso che sarei tornata a marzo e poi di nuovo ad agosto ma a questo punto davvero non so piu’ cosa pensare. Chi e’ ottimista dice che torneremo alla normalita’ a luglio mentre altri pensano sia piu’ probabile a settembre>.

Come è cambiata la tua vita?

<Non vado in ufficio dalla prima settimana di marzo. Lavoriamo principalmente con aziende italiane e italo-canadesi promuovendo lo scambio commerciale tra Italia e Canada. Al momento però e’ tutto in sospeso. Io e i miei colleghi siamo a casa ormai da settimane per prevenire qualsiasi rischio di contagio.
Esco solo per cose essenziali, cioe’ per fare la spesa. Io sono fortunata perche’ vivo in una casa a piu’ piani e con un giardino.  Cerco di stare in contatto il piu’ possibile con amici e parenti grazie anche alle videochiamate. Temo che arriveremo alla chiusura totale anche in Canada e nemmeno troppo tardi. Spero di sbagliarmi>.

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