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Volley – Anagni, la “Pallavolo” secondo Chiara

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Volley – Anagni, la “Pallavolo” secondo Chiara
17 Aprile
13:15 2019
Il volley è da decenni uno sport praticato con passione e dedizione, nella città dei papi. Le prime squadre con lo stemma cittadino si formarono negli anni sessanta. Chiara Tarquini, sportiva appassionata oltre che studiosa molto preparata, condivide la sua valutazione e soprattutto le sue emozioni.

“La pallavolo è uno sport praticato da due squadre di sei giocatori ciascuna, che devono lanciarsi la palla senza mai farle toccare il suolo, al di sopra di una rete tesa a due metri e mezzo da terra. Tutto qui? Non sarà una definizione scritta su wikipedia o su qualsiasi vocabolario a spiegare l’effettiva essenza di questo meraviglioso sport nato probabilmente da greci e latini e poi sviluppato in Germania e in America e importato in Europa durante la prima guerra mondiale. Anche in Italia arrivò con l’esercito americano. Fin da piccoli pratichiamo degli sport: a scuola, per scelta dei genitori, perché i nostri amici praticano quel tipo di sport e perché oggettivamente porta dei benefici alla salute psicofisica (come dicevano i latini “mens sana in corpore sano”), eliminando lo stress, evitando la sedentarietà e la pigrizia e prevenendo malattie. Poi crescendo scegliamo quello che ci affascina di più e lo facciamo diventare una vera e propria passione e per molti diverrà anche un lavoro. Lo sport ci insegna ad adattarci alle regole per la convivenza collettiva, ai valori, al saper stare a contatto con le persone. Inoltre è attraverso la socializzazione che ciascuno costruisce la propria personalità. Come detto dallo studioso George Herbert Mead “il sé sorge dall’esperienza sociale.” Le prime forme di socializzazione le ritroviamo all’interno della famiglia (detta per l’appunto socializzazione primaria), ma poi l’individuo inizia sin da subito a relazionarsi con gli altri, con gruppi sociali diversi, come la scuola o il gruppo sportivo (socializzazione secondaria), apprendendo il senso di appartenenza. Il bambino inizia a capire che alcuni comportamenti non sono sanzionati solo dai propri genitori ma anche da altri adulti e interiorizza la norma sociale. Crescendo acquisisce ruoli che prendono significato in relazione a quelli degli altri. Nel gioco di gruppo la rete di ruoli diventa evidente: l’individuo acquisisce consapevolezza dei propri movimenti e la capacità di prevedere, anticipare e saper rispondere alle mosse altrui. Come si prevedono le mosse degli altri? Ad esempio nella pallavolo prima di capire quale ruolo fa al proprio caso bisogna averli provati tutti (o quasi in base a determinate caratteristiche personali); ed è lì che si capisce cosa aspettarsi dagli altri, quale sarà la prossima mossa, quindi le aspettative di comportamento, e quindi mettersi nei panni dell’altro (sviluppando empatia). In base alla propria personalità e ad altri fattori si può scegliere tra sport di squadra e sport individuali, con la differenza che nel primo caso le azioni sono tutte reciprocamente correlate e non entrano in conflitto tra loro perché finalizzate al raggiungimento di un obiettivo comune. A differenza degli altri sport di squadra la pallavolo ha delle peculiarità: non vi è contatto fisico, pertanto non si può “imbrogliare” tirando la maglietta dell’avversario, bisogna quindi dimostrare la propria forza nella sua interezza e prendersi la responsabilità nel caso di errore. La pallavolo è considerata lo sport di squadra per eccellenza proprio per questo motivo e crea un forte legame tra i giocatori che ad ogni azione si congratulano e incoraggiano a vicenda. Nessuno accusa mai un compagno di avere sbagliato qualcosa e appunto chi sbaglia se ne assume la responsabilità; tutto ciò è molto educativo. Passiamo alla parte tecnica. Le fasi di gioco principali sono 4 e sono simmetriche: da una parte c’è il servizio e dall’altra la ricezione, da una parte c’è l’attacco e dall’altra la difesa. Ad esclusione del servizio, in ogni fase di gioco la squadra può toccare la palla solo tre volte. Passiamo ai ruoli: in campo troviamo un palleggiatore le cui caratteristiche principali devono essere la precisione, la freddezza e l’agilità; un opposto che giocando principalmente contromano (a meno che non sia mancino) deve essere molto potente e duttile; due schiacciatori che devono essere potenti in attacco e agili in difesa; due centrali che devono avere una buona altezza unita alla velocità di spostamento e capacità di lettura dello schema di attacco degli avversari; un libero, ruolo introdotto tra il 1997-98, specialista nella ricezione e nella difesa che ha nell’agilità la caratteristica principale. Per come è organizzato questo gioco, ognuno ha il proprio posto nel campo, ognuno mette le proprie capacità a servizio degli altri, tutti concorrono all’obiettivo comune (la vittoria) e tutti i ruoli sono importantissimi a tale scopo. La squadra non è nulla senza l’impegno di tutti i suoi membri, e ciascun individuo è al centro dell’attività, con il proprio ruolo che sceglierà in accordo con l’allenatore (in base alle proprie qualità). La figura dell’allenatore è davvero importante, non solo per decidere lo schema del gioco , ma deve aiutare i più timidi ad integrarsi e a saper stare con gli altri, spronare ciascuno a dare il massimo, ad accettare la sconfitta, dimostrare a se stessi il proprio valore, a diventare la versione migliore di sé non solo nel gioco ma anche nella vita, acquisendo maggiore sicurezza nelle proprie capacità e aumentando la propria autostima, superando limiti, facendo capire a ciascuno che è la testa che comanda, non bisogna mai dire “non ce la faccio”. La squadra diventa così una nuova famiglia, e l’identità collettiva di ciascun membro si identifica in uno stemma, in un inno, in una frase urlata a inizio e fine partita, o nei colori della divisa. Importante è anche lo spogliatoio dove i membri della squadra vengono più a stretto contatto, si confrontano e raccontano di sé, aumentando la coesione della squadra e instaurando nuove amicizie non solo all’interno del palazzetto. Il gioco è anche inclusone culturale e espressione di democrazia: siamo tutti uguali, tutti importanti”.

Jackal

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Sorry. No data so far.

Classifica Serie B

# Squadra Pts. PG V P S GF GC
1 Benevento 76 32 23 7 2 56 18
2 Crotone 55 32 16 7 9 52 35
3 Pordenone 52 32 15 7 10 41 38
4 Cittadella 52 32 15 7 10 41 34
5 Frosinone 51 32 14 9 9 35 28
6 Spezia 50 32 14 8 10 46 37
7 Salernitana 47 32 13 8 11 42 38
8 Chievo Verona 46 32 11 13 8 39 32
9 Pisa 46 32 12 10 10 42 38
10 Empoli 45 32 11 12 9 36 36
11 Virtus Entella 42 32 11 9 12 38 41
12 Perugia 40 32 11 7 14 31 40
13 Pescara 39 32 11 6 15 43 49
14 Venezia 39 32 9 12 11 30 36
15 Cremonese 37 32 9 10 13 35 39
16 Ascoli 36 32 10 6 16 40 48
17 Juve Stabia 36 32 10 6 16 39 52
18 Trapani 32 32 7 12 13 38 55
19 Cosenza 31 32 7 10 15 35 39
20 Livorno 21 32 5 6 21 27 53