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Serie B – Frosinone, presidente Stirpe: “Nel Calcio nulla sarà come prima. L’importante è riprendere, ma urge rivedere i costi”

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Serie B – Frosinone, presidente Stirpe: “Nel Calcio nulla sarà come prima. L’importante è riprendere, ma urge rivedere i costi”
08 Giugno
18:31 2020
Il presidente del Frosinone, Maurizio Stirpe, ha rilasciato poco fa una lunga intervista nella quale ha commentato a tutto tondo la situazione che sta vivendo il Calcio italiano e si è detto fortemente soddisfatto dell’imminente ripresa del campionato di Serie B.

Ecco le sue dichiarazioni, rilasciate ai microfoni di RadioDay:

Sono stati mesi difficili, per tanti motivi. La sera stessa della gara contro il Livorno mi ero reso conto della situazione. I contagi stavano crescendo esponenzialmente. Era molto facile prevedere cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Chiamai il presidente della B Mauro Balata e gli chiesi di sospendere il campionato. Il periodo che arriverà sarà altrettanto difficile. Sia a livello sanitario che a livello calcistico. Ad oggi abbiamo 100 squadre professionistiche, credo sia difficile continuare a convivere con questa realtà. I ricavi subiranno un calo. I tifosi non ci potranno essere oppure, se si deciderà che alla fine potranno entrare, allo “Stirpe” ne potremo accogliere al massimo 4000. Ogni società dovrà rivedere i propri budget. Nel Calcio il contatto è un elemento distintivo e perciò risentiremo molto di tutta questa situazione, attendiamo mesi duri, azzarderei a dire anni. Un’occasione per mettere in ordine ciò che non va nel Calcio? Il calcio dovrà ridimensionarsi, le condizioni economiche che c’erano il 29 febbraio non ci sono più. Vanno compressi i costi di coloro che gravano sul 70/80 % di budget di una società. Inizieremo a spendere ciò che possiamo e non un euro di più. Certo però che potrebbe essere il momento giusto per riflettere sugli errori del passato. Mercato? I valori sono cambiati. Ci sarà un deprezzamento generale. Questo spingerà ad una riduzione dei costi, mi è difficile fare una previsione di cosa accadrà. Se finiremo bene il campionato con i verdetti sul campo sarà un conto, chiudere con playoff o algoritmi sarebbe un altro conto. Navighiamo a vista, ma accontentiamoci. Ora la cosa che conta è ripartire col piede giusto e fare quanta più strada possibile. I ragazzi? Non ho ancora visto un allenamento collettivo. Ma mi hanno parlato di uno spirito giusto. Riprendere dopo tre mesi, in queste condizione di incertezza, non sarà facile neppure per i calciatori. Difficile dire cosa possa voler dire per loro. Un primo giudizio sarà possibile solo dopo la prima o la seconda gara. Cavaliere del Lavoro? Un punto di arrivo, ma anche una grande responsabilità. Quando si diventa un punto di riferimento, non ci può più nascondere e ci si deve mettere la faccia. La gente chiede che si facciano meno errori possibili. Ai tifosi auguro che possiamo tutti ritrovare al più presto una quotidianità, essenziale per ricreare l’ottimismo“.

 

E.P. 

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