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Serie A – Frosinone vs Chievo 0-0, Stirpe: “Resta solo chi ha voglia, Salvini farà la squadra”

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Serie A – Frosinone vs Chievo 0-0, Stirpe: “Resta solo chi ha voglia, Salvini farà la squadra”
25 Maggio
20:42 2019
In sala stampa, al termine di Frosinone – Chievo, si è presentato il presidente Maurizio Stirpe.

Il patron giallazzurro ha rilasciato una lunga intervista analizzando i motivi del fallimento di quest’anno e facendo chiarezza sul futuro. Una piena investitura per Ernesto Salvini che avrà in mano la costruzione della nuova rosa che nelle idee di Stirpe dovrà essere rinnovata, basandosi sulle motivazioni e sul gruppo. Poi il ruolo di Capozucca, che sarà attivo soprattutto per le cessioni, infine il nuovo allenatore che verrà deciso nei prossimi giorni.

Ecco le parole di Stirpe: “La prima settimana di Luglio ci sarà una conferenza stampa ufficiale per fare il punto sui programmi futuri. Nel mondo del calcio non si smette mai di lavorare
Quest’anno non siamo stati bravi né fortunati, non siamo stati capaci di giocarci le nostre chance per demeriti nostri, è mancata la convinzione di potercela fare. Anche quando abbiamo fatto bene, come a Bologna o con la Samp, non abbiamo fatto il salto di qualità per diventare competitivi per la salvezza. Non assolvo nessuno, a partire da me stesso, c’è poco da salvare in questa stagione, bisogna solamente fare tesoro di tanti errori e provare a ripartire con una mentalità diversa dove entusiasmo, passione e voglia di competere per obiettivi importanti devono farla da padrone. Soltanto chi ha questa mentalità può restare, non so se torneremo in Serie A o faremo i playoff, ma voglia e determinazione non dovranno mancare. Non bisogna dare per scontato nulla, non è detto che 15 elementi con buone individualità siano gli ingredienti giusti per lottare per questi traguardi. Tante società retrocesse dal massimo campionato hanno confermato l’organico e nella stagione successiva hanno rischiato la Serie C perciò servirà una programmazione attenta, partendo dalla struttura manageriale e tecnica per passare ai giocatori. Deve restare a Frosinone solamente chi ha voglia di mettersi quotidianamente a disposizione. La prossima settimana sarà di riflessione, dalla prima di Giugno inizierete a capire, in base alle nostre mosse, ciò che vorrà fare la società in futuro.
Abbiamo parlato con il tecnico di far giocare chi è sotto contratto per la prossima stagione e lui era d’accordo, è giusto far giocare chi ha possibilità di restare qui. Non dimentichiamo che il nostro portiere (Bardi, ndc) non giocava dallo scorso Febbraio, condivido questa scelta ma non c’è niente di scontato. Ribadisco che la squadra del futuro non deve essere una sommatoria di giocatori con qualità perché quest’anno non siamo sembrati quasi mai una squadra, bisognerà ripartire da questo facendo autocritica senza assolverci.
Non è in programma nessun appuntamento con Baroni per martedì, bisogna mettere prima a posto la struttura manageriale e poi passerò all’area tecnica, voglio riflettere qualche giorno. Non ci sarà nessun nuovo direttore sportivo: Salvini è il responsabile dell’area tecnica, Frara sta studiando ma non gli si può attribuire la possibilità di fare il ds, questo ruolo sarà di Salvini con Frara a fianco come aiutante.
Salvini avrà una voce in capitolo importante sul nuovo allenatore, io darà un’opinione e un suggerimento ma ognuno deve assumersi le sue responsabilità e fare le scelte che gli competono. Il ruolo di Capozucca? Mi ha dato una mano anche in anni passati, ha dato un contributo positivo in questa società, continuerà a farlo, era e resta un consulente, non gli si può addossare la croce, lui esegue le direttive della società senza prendere decisioni.
Il lavoro di chi è stato inserito nelle varie aree della società lo valuto in modo estremamente positivo, non credo che penalizzerò nessuno di loro in Serie B.
Per me non vincere oggi è un grosso demerito, poi qualcuno può valutare positivamente l’impegno ma credo che stasera i tifosi avrebbero meritato una soddisfazione. A me piacciono le squadre che portano a casa il risultato, non voglio vedere una squadra che esce dal campo con i complimenti ma senza punti.
Io non devo assolvermi ma neanche mettermi sotto giudizio. Si può avere un senso di colpa se non si è fatto tutto ciò che si poteva, io invece ho messo in campo tutte le risorse economiche e morali che avevo. Non ho alcun senso di colpa e non devo dimostrare niente a nessuno. Ci sono tante attenuanti nella fase di partenza di questa stagione che ho avuto modo di ripetere in più di un’occasione, siamo stati presuntuosi, non abbiamo metabolizzato le difficoltà del salto di categoria, non sono state fatte valutazioni corrette. Alcuni calciatori arrivano perché qualcuno li chiede: tutti si assumono le responsabilità delle cose buone ma non degli errori, ci sono state scelte giuste e altre completamente sbagliate. Poi aggiungo una dose di sfortuna: ad esempio non c’è stato Dionisi se non nel finale, Ciofani ha iniziato tardi, Paganini anche, Gori è mancato all’inizio e alla fine, Viviani di fatto non lo abbiamo mai avuto.
Sulla campagna acquisti invernale Baroni non ha inciso se non in maniera marginale, è stato l’allenatore precedente a dare indicazioni: alcune sono state corrette, molte altre al di sotto delle aspettative.
Io e Baroni ci parleremo, bisogna capire su quale base poter costruire un progetto, dovrà essere una base fatta di condivisione. Io ho bene in mente cosa potremo fare il prossimo anno, se c’è condivisione su questi aspetti e se verrà fugata qualche perplessità decideremo. Baroni ha fatto 17 punti in 22 partite, non è un andamento negativo anche se non sarebbe stato sufficiente per salvarsi ma ci avrebbe consentito di fare meglio. Il difetto maggiore di questa squadra si vede nella differenza di rendimento fra casa e trasferta, sono state fallite le gare interne. Quando nessuno ci aspettava è arrivato il risultato, quando dovevamo vincere non ci siamo riusciti: vuol dire che non avevamo il dna per salvarci. Abbiamo battuto la Spal, il Bologna e la Samp perché eravamo con la mente sgombra, invece quando siamo stati chiamati a fare la partita della vita, abbiamo floppato: demerito della società, del management e soprattutto dei calciatori.
Non ho ancora parlato con Capozucca, la prossima settimana lo farò. Parlerò con tutti in settimana, mi prenderò qualche giorno per decidere e poi definirò i quadri societari. Capozucca può aiutarci nel mercato in uscita, abbiamo giocatori richiesti in Serie A con la cui cessione potremo finanziare il rinnovamento. Io non sono convinto che lasciando tutto immutato si riesca a vincere, il pubblico si aspetta una squadra che s’impegni, sudi e ottenga i risultati. De Coubertain non esiste nel calcio e tanto meno nel Frosinone. L’anno prossimo qui ci sarà chi ha voglia di sfidare il futuro. Capozucca ci può servire a realizzare ciò che noi abbiamo in mente: Salvini deve essere il padrone del vapore con Frara ad aiutarlo. Inutile prendere un ds che potrebbe non essere in sintonia con il responsabile dell’area tecnica, in questi 17 anni quando abbiamo gestito bene queste situazioni abbiamo raccolto i risultati”.

 

Roberto Caporilli

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