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Serie A – Frosinone, il pres. Stirpe: “Il risultato sportivo non ci vede soddisfatti. Le colpe vanno divise, e sul cambio allenatore…”

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Serie A – Frosinone, il pres. Stirpe: “Il risultato sportivo non ci vede soddisfatti. Le colpe vanno divise, e sul cambio allenatore…”
19 Aprile
09:30 2019
Tra i tantissimi argomenti trattati dal presidente Maurizio Stirpe ai microfoni dell’ufficio stampa del Frosinone, ci sono anche quelli inerenti ai risultati sportivi, e al cambio di allenatore avvenuto a dicembre.

Ecco il suo pensiero:

“Risultato sportivo? E’ evidente che non può vederci soddisfatti. Ma io ritengo che sono i punti di partenza che bisogna valutare, lo voglio ribadire perché abbiamo provato più volte a farlo. Abbiamo sfruttato la prima promozione in serie A e il paracadute per realizzare la base infrastrutturale minima senza la quale anche se ci fossimo salvati la prima volta non avremmo potuto giocare il campionato a Frosinone. Spesso i media e la gente lo dimentica. La realizzazione non è stata una facoltà o un atto di filantropia ma una scelta necessaria. Questo deve tener conto che è andato di pari passo col processo della costruzione della squadra che poi nei due anni successivi ha sfiorato la promozione per un gol e poi è salita in A. Naturalmente la promozione ci ha rubato energie, se fossimo stati promossi avremmo avuto un mese in più a disposizione. Ma il dispendio di energie nei playoff è stato esorbitante. Gli impegni presi in Canada non potevano essere annullati, ritengo invece che la cosa che abbiamo scontato di più sono i cambi che abbiamo fatto nell’organico. Ma ricordate che noi cambiavamo dei giocatori che non giocavano nemmeno in B. Abbiamo sbagliato delle scelte ma è giusto che anche calciatori se ne assumano le loro responsabilità. Dissi che erano solo le mie ma fu una bugia: vanno suddivise tra gli attori dello spettacolo in maniera equa. Guardate poi i punti: 8 giornate, 1 punto, nelle successive 24 abbiamo ottenuto 22 punti. Se non avessimo avuto questo ritardo di preparazione e condizione ora saremmo a lottare per la permanenza in A. Noi adesso abbiamo il dovere di crederci per non fare il compitino, dobbiamo scendere sempre in campo per provare a giocaci le chance. Se non saremo stati bravi, dovremo farci trovare pronti per la prossima stagione fatta da protagonisti.
Cambio tecnico tardivo? I gates sono un discorso tecnico da fare con le autorità. Abbiamo provato a coprire le zone sopra i tornelli per far vivere ai tifosi meno disagi possibili soprattutto quando piove. Dovremo vedere cosa si può fare. Ma è una segnalazione che prenderemo in considerazione, senza cambiare le linee architettoniche di questo progetto. Per quanto riguarda il cambio dell’allenatore, è stato avvicendato al termine della 16.a giornata. Spesso si dice: pagano sempre gli allenatori. Quando invece i presidenti li tengono più possibile, sbagliano i presidenti. Longo è stato artefice di una promozione ottenuta in modo brillante. Poi c’è stata una partenza disastrosa per tanti motivi che non riguardano l’allenatore in quanto tale, da metà ottobre la squadra ha girato diversamente, quindi sono arrivate le partite con Cagliari, di Napoli e col Sassuolo in casa. Che hanno indotto la società a ragionare sul cambio. Fino a quelle tre partite non  c’erano avvisaglie di pensare ad un cambio di allenatore”.

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