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HandBike – Francesco Crispino racconta la sua straordinaria stagione post pandemia

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HandBike – Francesco Crispino racconta la sua straordinaria stagione post pandemia
18 Ottobre
17:57 2021
E’ finita la stagione HandBike e per l’atleta della Velosport Ferentino, Francesco Perna, per tutti “Crispino” è tempo di bilanci.

Per lui, la straordinaria partecipazione al Giro d’Italia Handbike che si è conclusa il 26 settembre 2021 ad Assisi. Per Francesco, 38 anni ciociaro doc, vive a Monte San Giovanni Campano (Fr), un settimo posto assoluto nella sua specialità. E dopo la pandemia e tanti mesi lontano dalle competizioni ufficiali un grandissimo risultato per il portacolori della società del presidente Walter Cardarilli (nella foto con Crispino).

Come è andata la stagione 2021?
E’ stata sin da subito una stagione anomala, strana, c’era grande voglia di ripartire dopo un anno di stop. Le difficoltà e la paura per il Covid mi hanno accompagnato a lungo. Non la definirei una stagione spensierata e questo si è visto nei risultati. Nelle gare spesso ho avvertito timori e poca serenità. Alla fine, però, sono molto soddisfatto, perché ciò che maggiormente mi interessava e mi interessa non è vincere le gare e salire sul podio, ma continuare a lottare per questa vita e ogni giorno riuscire ad affrontarla con il sorriso, superando le mille difficoltà e paure che la mia malattia mi porta ogni giorno (Francesco è affetto dalla Atassia di Friedreich), rendendomi testimone della lotta nei confronti di questo brutto male.

Quale è stato il momento più difficile?
Il momento più difficile è stata proprio la prima gara, il Campionato Italiano, che per me era il rientro alle competizioni. Ci mettiamo anche il freddo di quella giornata che si sa ha sempre la sua valenza. Avevo già corso a Reggio Emilia, e il percorso era molto bello, ma dopo tanti mesi una gara ufficiale, e le condizioni meteorologiche sono state sicuramente tali da renderlo il momento più difficile della mia stagione 2021.

L’emozione più grande del 2021?
Il Giro d’Italia Handbike è una manifestazione fantastica, la gioia più grande è stato ritrovare tanti amici, poi l’affetto della gente, le Frecce Tricolori, l’incitamento di tutti, è stata un’emozione inpagabile. Non è stato semplice durante il Covid allenarsi, e tenere sempre alta l’attenzione. La terza tappa, quella che considero la tappa di casa, vale a dire Roccaraso, è stata quella dove l’emozione ha giocato forse un brutto scherzo. Mi ero preparato tanto e bene per quella gara, che si è corsa a luglio su di un circuito molto difficile e impegnativo. Ho avuto per due volte la fuoriuscita della catena nei primi chilometri in salita, e questo mi ha innervosito e non mi ha permesso di vivere una gara con la giusta serenità. La Finale ad Assisi è stata, invece, stupenda, sotto ogni punto di vista. Essere nella città di San Francesco, per me è stata un’emozione fortissima. Ho fatto una gara all’altezza delle mie possibilità e questa per me è stata la soddisfazione più grande. Mi sono divertito, costeggiando per giunta la Basilica di San Francesco d’Assisi, e questo mi ha permesso anche di provare tanta emozione. Riconosco che mi sono commosso e che ho vissuto una gara ricca di coinvolgimento spirituale ad Assisi e per questo devo dire bravi anche agli organizzatori per aver saputo gestire nel migliore dei modi l’evento.

Il tuo grazie per questa stagione?
I miei genitori sono le persone più presenti nella mia vita, e a loro va il mio grazie più sentito; poi i miei allenatori, Alessandro Ferazzoli e Pietro Coratti, che mi sostengono e mi supportano con metodi di allenamento davvero eccezionali, anche perché sono sempre presenti, non solo nello sport e per questo non finirò mai di dire loro grazie. Un grazie di cuore a Marco Colasanti, un amico speciale che è sempre con me e mi sostiene in ogni mia iniziativa. E come non dire grazie a Patrizia che quando ha potuto è stata con noi e ha cucinato per tutto lo staff. L’alimentazione si sa è importante. Un ringraziamento speciale ai miei sponsor, donne e uomini speciali che mi supportano sempre, così come un grazie a tutti i miei amici e amiche che  mi stanno accanto con affetto e stima. Un grazie di cuore alla Velosport Ferentino, di cui mi onoro di far parte ormai da qualche stagione, e in primis al presidente Walter Cardarilli, un uomo speciale. Mi hanno sempre sostenuto e anche dal punto di vista logistico la loro presenza in questa stagione è stata fondamentale, specie in trasferta con la disponibilità di mezzi per poter sostenere i nostri viaggi.

Progetti futuri?
Ne ho talmente tanti che è difficile dirgli in poche parole. Voglio far crescere la mia associazione “Io non mollo” per far sì che sia sempre più presente in tutto il territorio. Ho voglia di scendere in mezzo alla gente e testimoniare quanto sia importante credere in se stessi e non mollare mai di fronte alle difficoltà della vita e della malattia, che spero presto grazie alla ricerca possa trovare una cura definitiva per tutti. In queste settimane abbiamo realizzato mille (1000) braccialetti in silicone con la scritta “Io non mollo” che sono per me il simbolo del nostro stile di vita. Vorrei che tutti possano credere in loro stessi e non perdere mai la fiducia. Nel 2022 spero di poter tornare ad organizzare una “Cena Sociale” con i tanti che mi seguono e mi vogliono bene. Ho desiderio di tornare a festeggiare la disabilità con tutti, e sono certo si potrà presto fare.

E il nuovo anno?
Nel 2022 continuerò a correre, questo è garantito. Faremo di tutto a gareggiare, questo è certo. Mi piacerebbe tornare a correre una maratona. L’obiettivo con il mio staff è quello di andare in Spagna nel dicembre 2022 per la Maratona di Lanzarote. E’ un sogno che abbiamo e speriamo sia possibile attuarlo. Andremo così a conquistare anche la penisola Iberica!

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