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+++ ESCLUSIVA +++ Terremoto, parla Dionisi: “Ripartire subito, sarò vicino alla mia gente”

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+++ ESCLUSIVA +++ Terremoto, parla Dionisi: “Ripartire subito, sarò vicino alla mia gente”
29 Agosto
17:03 2016
(di Alessandro Andrelli) “Sono giornate non facili, sono giornate non felici. Per tutti i reatini, ma anche per tutti gli italiani… Bisogna ripartire, è un imperativo categorico… Come direbbe il sindaco Pirozzi, uomo di calcio, ora ‘Tocca Vince’… Un pensiero speciale va ai volontari, alle forze dell’ordine. Il loro lavoro è prezioso, io farò di tutto per aiutare la popolazione reatina coinvolta in questa tragedia… Lo faremo molto presto con un evento sociale”. E’ uno dei personaggi sportivi più conosciuti, amati e rispettati di tutto il reatino. Federico Dionisi, attaccante del Frosinone, originario di Cantalice, in provincia di Rieti, rivive in questa intervista la tragedia vissuta in questi giorni nella sua comunità. Lo fa con commozione, con preoccupazione, ma anche con molta fiducia e speranza nel domani.

Di rientro da Cantalice, la cittadina del reatino dove vive la sua famiglia, raggiungiamo telefonicamente Federico Dionisi. Non per un’intervista sull’esordio vincente del Frosinone con la Virtus Entella, non per parlare del suo inizio di stagione, non per anticipare i tempi sulla trasferta di Brescia di sabato prossimo. Ci ha concesso un’intervista, grazie alla disponibilità della società e la collaborazione dell’ufficio stampa, per raccontarci le sue emozioni, il suo stato d’animo, i suoi pensieri, il suo commento dopo il terremoto nell’Italia Centrale di mercoledì notte.

Come vivi questi giorni?
“Sono giornate non felice. Per tutta la comunità reatina, e anche per me. Amatrice è un po’ lontano da Cantalice, ma fa sempre parte della nostra provincia. Il dolore è forte. Quella di mercoledì è stata una tragedia che ci coinvolge tutti, anche se loro purtroppo alla fine sono i cittadini di Amatrice e degli altri paesi terremotati quelli che hanno subito i danni maggiori. Per noi c’è stata tanta paura”.
Sei stato dalla tua famiglia questa domenica?
“Sì, è stato il primo giorno utile e non vedevo l’ora di andare da loro. Avevamo vissuto il terremoto de L’Aquila . Tre mesi fa, poi, già c’era stato un terremoto di entità inferiore ma con epicentro nel mio paese. E’ un momento non facile. Ero preoccupato per i miei genitori e i tanti parenti e amici che purtroppo non vedo spesso”.
Hai pensato in questi giorni di andare ad Amatrice?
“La volontà di andare lì c’era, ora però non sarebbe stato utile, anzi. Ho cercato di dare una mano alle famiglie che avevano bisogno, anche in questi giorni. Andare ad Amatrice in questo momento l’ho trovato inopportuno. Ci sono centinaia di volontari e forze dell’ordine che stanno svolgendo un lavoro prezioso.  Mi sarebbe piaciuto, però, poter salutare il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi (anche allenatore del Trastevere ndr). Ha dimostrato dignità e umiltà. Lo conosco, ha allenato mio fratello Matteo nell’anno in cui vinse il campionato a Rieti. E’ sempre stato un combattente e lo ha dimostrato anche in questa situazione così difficile”.
Ti va di raccontarci come hai vissuto la nottata di mercoledì?
“Durante la notte si è sentito molto bene anche a Frosinone. Ci siamo subito resi conto fosse il terremoto. In pochi minuti hanno iniziato a squillare i cellulari a casa (il mio e quello della mia compagna!). Erano i nostri genitori, ci hanno avvisato che stavano bene e che c’era stato un fortissimo terremoto in quella zona. Ci siamo messi sul divano e abbiamo fatto le prime ricerche. Ora dopo ora mi sono reso conto del dramma che aveva distrutto la vita a centinaia di persone. Avevamo vissuto molto bene il terremoto de L’Aquila (io quella notte nel 2009 ero proprio nel capoluogo abruzzese!) . La mente è tornata a quella notte. Sentendo le nostre famiglie ci siamo spaventati, ma almeno abbiamo avuto rassicurazioni sulla loro salute. Da lì a poco tanti amici, familiari, qualche giornalista, mi ha scritto per dirmi cosa era successo”.
Che ricordo hai di Amatrice?
“Conosco tante persone. E’ un paese un po’ lontano da Cantalice. Ricordo quando andavo lì da piccolo a giocare. C’era il torneo di calcio ‘Scopigno’ e mi ricordo benissimo Amatrice, la bellezza del centro storico e vederlo così devastato è stato tremendo”.
Che fare ora?
“Bisogna riparte. E’ un imperativo. Le continue scosse di questi giorni ci preoccupano per la nostra famiglia. L’Italia non è all’avanguardia per simili calamità, non solo il reatino. Le città purtroppo sono travolte da questi drammi. Bisogna pensare ora a ricostruire nel migliore dei modi, a non lasciare sola quella comunità e le famiglie distrutte da questo dramma”.
Quanti ti hanno scritto, chiesto, espresso vicinanza?
“Tantissimi, tutti direi. I miei compagni di oggi e del passato, amici e conoscenti che sin dalle prime ore della notte mi hanno scritto per informarsi e starmi vicino. E’ stato un bel gesto, così come la vicinanza che ho notato ha avuto la società Frosinone Calcio e tanti altri enti, sia sportivi che non. Con l’Entella abbiamo giocato con delle maglie che saranno vendute all’asta. E’ un piccolo gesto, ma sicuramente aiuterà quelle famiglie”.
Che messaggio vuoi lanciare?
“Riprendo le parole del sindaco Pirozzi. Bisogna stare vicino il più vicino a chi ha vissuto questa tremenda disgrazia. Personalmente cercherò nel migliore dei modi di sostenere queste famiglie nella ricostruzione. Ricordo le parole che prima di ogni partita il mister/sindaco Pirozzi diceva ai suoi ragazzi e: “Tocca vince!!”… E’ vero, ora sarà come una partita di calcio per tutti noi reatini e per gli italiani, dobbiamo, immagino. Ci tengo però a ringraziare tanti amici che sono lì per dare una mano e aiutare nei soccorsi. Gli voglio ringraziare per quello che stanno facendo. Rischiano la vita e dimostrano grande coraggio!!!  Sono i nostri eroi e meritano il nostro sostegno e il nostro appoggio.
Andrai ad Amatrice?
Si ci andrò dopo aver realizzato qualche progetto solidale per quella comunità. Abbiamo molte idee e obiettivi!
Puoi anticiparci qualcosa?
Certo. Stiamo organizzando un evento a Frosinone per il mese di settembre. Ristamperò il mio libro sulla stagione in serie A. L’intero ricavato della vendita del libro sarà devoluto alle popolazioni vittime del terremoto”.
Alessandro Andrelli

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