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ESCLUSIVA Pugiliato – Sora: il “gatto nero” si prende il suo titolo e vince con tutta la città

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ESCLUSIVA Pugiliato – Sora: il “gatto nero” si prende il suo titolo e vince con tutta la città
07 Settembre
09:15 2020
La scorsa settimana al PalaPolsinelli si è tenuto l’incontro di pugilato decisivo per il titolo dei pesi leggeri: Luca Maccaroni vs Vincenzo Finiello.

Ad aggiudicarsi l’ambita cintura di campione italiano della categoria è stato Vincenzo Finiello, originario di Pontecorvo, conosciuto a tutti come “il gatto nero”: una vittoria per l’ASD Boxe Sora Stefano Soccodato, una vittoria per tutti i sorani. Il match si sarebbe dovuto tenere lo scorso 14 marzo, ma la pandemia aveva costretto gli organizzatori a posticipare l’evento.
Il Tg24.info aveva incontrato Vincenzo Finiello poco prima del lockdown, per una intervista esclusiva «Nel tempo ho capito che, a livello agonistico, il pugilato non è per tutti: per quanto mi riguarda, ho sempre pensato di essere stato scelto da questa disciplina sportiva. Per coltivare la boxe è necessario vedere le cose da un punto di vista diverso, essere convinti che la normalità e la routine di vita siano destinate agli altri; avere il sogno, l’aspirazione di riuscire, come se l’ambizione ti bruciasse nel petto; bisogna avere parecchia dedizione e determinazione per essere un pugile. “Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione” questa frase di Hegel mi ha ispirato in diverse occasioni». Così aveva esordito il giovane campione, ricordando lo spirito di sacrificio che richiede lo sport a livello agonistico.
Finiello continua «Ci sono stati momenti bui nella mia carriera: in diverse circostanze ho provato a smettere e l’ultima volta, dopo tre anni di stop, pensavo di esserci riuscito. Purtroppo, quando vedi il brutto dello sport, specie ad alti livelli, capisci che sei da solo e non puoi ribaltare risultati che sembrano essere già stati scritti dagli interessi: ho perso tre titoli italiani in maniera alquanto “anomala” e l’ultimo verdetto mi aveva totalmente tolto l’entusiasmo verso questo sport. Conoscere la realtà sorana è stata la mia fortuna, mi dato la spinta per tornare a combattere».
Dopo alcune delusioni, Finiello ci rivela che proprio a Sora ha trovato la serenità e la grinta che l’hanno rimesso sul ring «Lavoravo in un bar di Sora ed un amico, Alessandro Gervasio, dopo aver tanto ascoltato il mio sconforto, mi portò nella palestra ASD Boxe Sora di Stefano Soccodato. Da lì è nata una collaborazione, prima per preparare i ragazzi della palestra e, successivamente, sono tornato a concentrarmi su me stesso, a lavorare per il mio ritorno sul ring. Inizialmente con Stefano abbiamo preso tutto per gioco: volevamo divertirci ancora un pò, senza prenderci sul serio, considerato che il mio periodo di inattività era stato molto lungo. La motivazione, che mi ha fortemente smosso, l’ho ritrovata nel vedere i ragazzi della palestra di Sora, per la maggior parte amatori, darsi tanto negli allenamenti duri che proponevamo, anche dopo aver affrontato una giornata di lavoro. Ho pensato che se lo facevano loro era giusto che lo facessi anche io! Abbiamo instaurato una partnership con la G.S.Training di Cassino e l’Unione Pugilistica Provincia di Frosinone per i miei allenamenti personali e per i miei sparring partners. E così sono arrivate tre vittorie consecutive, conquistate con tre prestazioni molto buone, e la possibilità di disputare il titolo italiano da sfidante ufficiale».
Una sfida importante, in cerca di conferme importanti, per coronare la dedizione e lo spirito di sacrificio da sempre investito da Finiello nel suo sport «Ritengo che il mio pugilato sia fatto di intelligenza ed acume tattico: auspico che sia stato di gradimento per amici e sostenitori, soprattutto per i sorani, che mi hanno adottato come una mascotte. Nell’incontro della scorsa settimana ho mostrato la mia crescita pugilistica personale che, ripartita dai fondamentali, ha trovato un miglioramento qualitativo ed una maggiore concretezza. Con questa vittoria ho realizzato la mia ambizione di indossare la cintura di Campione, piu svolte sfuggitami dalle mani, insieme alla Città di Sora. Nel march mi sono battuto con tutto me stesso, ma sul ring, con me, c’erano tutti».
Adesso si guarda al futuro, con il temperamento di sempre e la felicità nel cuore: la felicità di una conquista meritata, che sia da incoraggiamento per le prossime competizioni «La mia collaborazione con l’ASD Boxe Sora è ormai consolidata e, in quanto realtà giovane, intendiamo crescere con i ragazzi che vogliono affacciarsi all’agonismo e prenderci ulteriori soddisfazioni insieme a loro».
Sara Pacitto

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