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EDITORIALE – Frosinone, perché Stirpe ha lanciato Blanchard in pasto ai “leoni”

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EDITORIALE – Frosinone, perché Stirpe ha lanciato Blanchard in pasto ai “leoni”
17 Luglio
15:16 2016
(di Alessandro Andrelli) Stirpe ha lanciato in pasto ai “leoni” Blanchard, con consapevolezza, audacia e furbizia, conscio però degli errori commessi in fase di firma del contratto la scorsa estate dopo la promozione in serie A. Leonardo Blanchard ha disputato quattro stagioni sempre “in prima linea” con il Frosinone, conquistando prima la serie B dalla Lega Pro e poi la storica promozione in serie A. E’ stato valorizzato, ha avuto spazio, è stato protetto, osannato, difeso e idolatrato da tutti, dalla società allo staff tecnico, passando per i compagni fino ai tifosi. Ci ricordiamo tutti quando dopo il gol dello “Stadium” con la Juventus (1-1) si fece addirittura il suo nome come di un papabile convocato negli stage dell’allora Nazionale del ct Conte.

Sembra un’eternità, e invece fino a qualche settimana fa tutti riconoscevano a Blanchard il ruolo di “senatore” del Frosinone dell’ultimo corso calcistico, quello targato Roberto Stellone, che lo aveva prima convinto a sposare la causa gialloazzurra, per poi dargli fiducia come forse mai nessun allenatore aveva fatto, e vederne l’esplosione calcistica.
Viene da chiedersi perché il presidente Stirpe, nonostante qualche timido rumors fosse arrivato già nelle settimane precedenti, abbia tirato fuori il “caso Blanchard” proprio alla vigilia dell’esordio stagionale del nuovo Frosinone. Ha esplicitamente parlato di una “clausola rescissoria” abbastanza irrisoria, che il giocatore e il suo procuratore, il vero vincitore di tutta questa storia, hanno preteso al momento della firma del rinnovo dello scorso giugno 2015.
Ai tifosi non fu detto questo allora, e farlo adesso sa molto di “ammissione” di ingenuità, o meglio, il presidente ha ribadito che il rinnovo è stato un segnale e un premio ai tifosi che riconoscevano in Blanchard uno dei protagonisti della promozione in A. E’ stata legittima la richiesta del giocatore e del suo procuratore, che ha voluto curare gli interessi di un’atleta non più giovanissimo, classe ’88, che vuole capitalizzare al meglio nei prossimi anni di carriera.
Ebbene, il presidente Stirpe, alla vigilia dell’amichevole con la Sandonatese, ha voluto sbattere la porta in faccia a Blanchard e di fatto darlo in pasto ai “leoni”, i tifosi del Frosinone. Una scelta che si sta rivelando azzeccata, stando a quanto i social hanno detto in queste ore. Blanchard da idolo delle folle è diventato ora un “mercenario”, quasi un “traditore”, oppure un difensore che non serve a molto. Forse la società doveva avere maggior freddezza lo scorso anno nell’imporre una “clausola rescissoria” molto alta, per cautelarsi e per guadagnare sulla vendita del giocatore, dopo averlo fatto diventare uno dei più richiesti tra i top team di B, ma anche in A. Scaricare “Blanchard” non rende merito a quanto fatto dal giocatore in questi anni, ma il calcio moderno è fatto anche di questo e gli ultimi casi di Pjanic dalla Roma alla Juventus oppure l’ancor più clamoroso interesse proprio della Juventus per Higuain sono la miglior chiave di lettura della situazione.
Non ci si dovrebbe scandalizzare troppo, specie quando di mezzo ci sono interessi economici e il “Dio denaro” per il quale molti sono pronti a tutto. Stirpe ha aggirato l’ostacolo, ponendo mediaticamente la questione sul “tradimento” del giocatore alla causa “gialloazzurra”.
Scenderà in campo ora Blanchard contro la Sandonatese? Il buon senso consiglierebbe di non farlo. I tifosi non hanno gradito l’operazione “rescissione” richiesta dal suo procuratore. Il giocatore nelle prossime ore lascerà il ritiro per abbracciare la sua nuova squadra, il Carpi, con un contratto sicuramente più consistente e con triennale più remunerativo (triennale!). In fondo le “bandiere” non esistono quasi più e il calcio resta sempre un “business”.

Alessandro Andrelli

 

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