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Calcio – INCHIESTA “Volevo i miei scarpini sporchi”, intervista a Fabio Gerli: “Il calcio è di tutti ma così facendo diventa per pochi”

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Calcio – INCHIESTA “Volevo i miei scarpini sporchi”, intervista a Fabio Gerli: “Il calcio è di tutti ma così facendo diventa per pochi”
28 Aprile
09:45 2019
(di Anna Ammanniti) Nella quinta puntata dell’inchiesta “Volevo i miei scarpini sporchi”, il protagonista è Fabio Gerli, tecnico Uefa B.

Fabio Gerli analizza la trasformazione del calcio degli ultimi anni, uno sport in cui non ci sono più veri campioni ed elenca i motivi che hanno secondo lui cambiato il calcio.

“Credo che la scarsità di talenti in Italia sia ascrivibile fondamentalmente a tre fattori:

– I bambini degli anni 2000 dedicano poco tempo al calcio rispetto agli anni addietro. La tecnologia e l’informatica hanno sottratto tempo allo sport. Prima, in strada, bastava una bascula di garage per dare sfogo alla fantasia, bastavano due giubbini messi a terra per formare due pali di porta e si giocava. I bambini imparavano, fuori dagli standard imposti, a misurarsi con bimbi di diverse età ed a crescere caratterialmente, specie quando si gioca con bimbi più grandi sia di struttura fisica che di età. Le squadre erano formate da colori diversi e si era costretti a riconoscere il compagno e l’avversario in frazioni di secondo, sviluppando la capacità di pensiero e concetti di psicocinetica. Oggi questo avviene raramente con mio sommo dispiacere.

– È evidente che le scuole calcio, quelle che oggi vengono chiamate accademie, hanno le loro grosse responsabilità. In Italia e specie in Ciociaria, si tende ad affidare alla guida della prima squadra l’allenatore con maggiori capacità e con esperienze importanti da calciatore, mentre ad allenare bambini, che in quella età hanno grandissima capacità di apprendimento, allenatori non qualificati e peggio ancora che non hanno mai giocato a calcio, incapaci quindi di mostrare ai propri Allievi come si controlla un pallone piuttosto che come si calcia una palla. Si pensa ai numeri perché ormai le accademie fanno business, con dei prezzi annui esosi che per forza di cose creano selezione tra le famiglie specie tra quelle indigenti. Il calcio è di tutti ma così facendo lo diventa per pochi.

– Le istituzioni sportive dovrebbero investire maggiori risorse economiche premiando le accademie che sfornano talenti che riescono ad arrivare nei professionisti. E finanziando lo sviluppo delle strutture e degli impianti sportivi specie in zone disagiate come le periferie o nei quartieri popolari dove purtroppo la scolarizzazione è in difficoltà ma si gioca maggiormente ed è più facile trovare ragazzi dediti allo sport che così facendo, verrebbero distolti dai cattivi esempi.”

Anna Ammanniti

 

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Sorry. No data so far.

Classifica Serie B

# Squadra Pts. PG V P S GF GC
1 Benevento 69 28 21 6 1 54 15
2 Crotone 49 28 15 4 9 47 33
3 Frosinone 47 28 13 8 7 33 23
4 Pordenone 45 28 13 6 9 37 34
5 Spezia 44 28 12 8 8 40 32
6 Cittadella 43 28 12 7 9 35 32
7 Salernitana 42 28 12 6 10 36 32
8 Chievo Verona 41 28 10 11 7 34 27
9 Empoli 40 28 10 10 8 33 34
10 Virtus Entella 38 28 10 8 10 35 36
11 Pisa 36 28 9 9 10 35 35
12 Perugia 36 28 10 6 12 29 36
13 Juve Stabia 36 28 10 6 12 35 43
14 Pescara 35 28 10 5 13 38 44
15 Ascoli 32 27 9 5 13 36 41
16 Venezia 32 28 7 11 10 26 33
17 Cremonese 30 27 7 9 11 28 32
18 Trapani 25 28 5 10 13 31 52
19 Cosenza 24 28 5 9 14 29 35
20 Livorno 18 28 4 6 18 23 45