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Calcio – Coronavirus, presidente Gravina: “Fermarsi? Decida il Governo. Non sarò io il becchino del calcio italiano”

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Calcio – Coronavirus, presidente Gravina: “Fermarsi? Decida il Governo. Non sarò io il becchino del calcio italiano”
20 Aprile
16:05 2020
Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ieri sera a ‘Che tempo che fa’ su Rai2, ha parlato della possibile ripresa a giugno dei campionati:

Ecco le sue dichiarazioni:

Fermarsi oggi sarebbe un disastro. Se il calcio non riparte ci sarebbe un pesante impatto negativo, sul settore ma anche sul Paese, visto che movimentiamo circa cinque miliardi. In questo momento ci sono due gruppi apparentemente contrapposti, due diverse correnti di pensiero. C’è chi ritiene che si debba chiudere tutta l’attività collegata al mondo dello sport e chi vuole portare avanti la stagione, così come ritengo giusto anche io. E lo faccio per alcune ragioni di speranza e opportunità: intanto io parlo di giocare a giugno, quando spero che l’Italia possa vivere un momento di sollievo rispetto allo stato attuale; e poi sappiamo benissimo cosa potrebbe capitare in caso di sospensione definitiva della stagione, con tutti i contenziosi che genererebbero assoluta confusione. Stop definitivo? Io non ho mai preso in considerazione l’idea di fermarci, non posso prendermi questa responsabilità. Non posso essere il becchino del calcio italiano. Una responsabilità che lascio al governo. Potete immaginare il dramma che sto vivendo nel dover reggere quasi in modo isolato questa battaglia. Non capisco questa resistenza a provare ad andare avanti, bisogna abbandonare le false retoriche. C’è una procedura protocollo inviata ai ministri che va validata. C’è un comitato tecnico scientifico, non mi sembra che questo sia il problema per fermare un movimento come il nostro“.

 

E.P.

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