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Sora – Omicidio Palleschi: rese note le motivazioni della condanna

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Sora – Omicidio Palleschi: rese note le motivazioni della condanna
12 Aprile
21:02 2017

 

 

 

 

In 20 pagine i giudici della prima sezione della Corte d’assise d’appello di Roma hanno  motivato la condanna, pronunciata il 23 febbraio scorso, a vent’anni di reclusione nei confronti di Antonio Palleschi, il muratore reo confesso dell’omicidio di Gilberta Palleschi.

La corte, in sostanza, ha accolto i motivi di appello presentati dall’avvocato Antonio De Cristofano, concernenti la richiesta di perizia psichiatrica – dalla quale è emerso che Palleschi al momento del fatto era parzialmente incapace di intendere e di volere e socialmente pericoloso –  e il ri-computo della pena.

“Si ritiene – scrivono  i giudici  -di dover pienamente condividere le valutazioni espresse dal professor Ferracuti. In primo luogo si deve osservare come il danno cerebrale desumibile dalle lesioni frontali sia un dato di fatto inoppugnabile. Esso emerge dalla Tac e non viene minimamente contestato dal con di parte civile. (..) L’esistenza – aggiungono – di un danno organico potenzialmente suscettibile di incidere sulla sfera della volontà è dunque un fatto pacifico nella personalità del Palleschi. L’origine del danno, come sostenuto dal professor Ferracuti, è un incidente automobilistico del 1996. Ebbene a partire dalle lesioni riportate nel sinistro c’è stato un crescendo di comportamenti anomali sotto il profilo sessuale. Il corpo della donna come ossessione”.

Non c’è stata, in sede di appello, dove la famiglia della prof, tramite l’avvocato Massimiliano Contucci, ha sostenuto, al pari del Pg, la conferma dell’ergastolo la discussione sulla ricostruzione oggettiva di quanto accaduto il primo novembre 2014 a Sora.

Per il calcolo della pena c’è stato poi il riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Per cui dai 30 anni considerata la riduzione per il rito abbreviato, si è arrivati ai 20 anni. E’ socialmente pericoloso, per cui al termine dei 20 anni  dovrà trascorrere 3 anni in una Rems. La famiglia di Gilberta ha annunciato, già da tempo, il ricorso alla Suprema Corte di Cassazione.

Red.Cas. (Crv)

 

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