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Sora – Omicidio Fava: attesa per il verdetto della Cassazione

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Sora – Omicidio Fava: attesa per il verdetto della Cassazione
24 Maggio
17:25 2017

 

 

 

La discussione davanti alla Suprema Corte è iniziata intorno all’una di questa mattina. Alla difesa di Tonino Cianfarani sono stati concessi circa quaranta minuti di arringa. Oltre mezz’ora in cui la difesa ha cercato di evidenziare le criticità di un processo che ha definito “indiziario” e “passato per due gradi di giudizio sulla base di una consulenza tecnica del PM”.

L’udienza di oggi si è tenuta a seguito del ricorso alla Suprema corte depositato lo scorso anno a maggio dall’avvocato Ezio Tatangelo che assiste il 45enne di Sora condannato a 25 anni di carcere per la morte di Samanta Fava, la 37enne scomparsa il 3 aprile del 2012 da Sora e il suo corpo ritrovato murato il 19 giugno 2013 all’interno di cantina di Fontechiari in uso a Tonino Cianfarani.

Sostanzialmente la difesa ha sostenuto che “nella fattispecie ci troviamo di fronte ad un quadro probatorio carente ed insufficiente basato principalmente su una prova scientifica il cui risultato deve ritenersi del tutto inattendibile, controverso e non convalidato dalla comunità scientifica internazionale a causa dell’avanzatissimo stato di decomposizione del cadavere”.  La difesa ha quindi insistentemente richiesto l’espletamento di una perizia super partes al fine di valutare e verificare l’attendibilità del risultato della consulenza del PM in contestazione.Per la difesa i solchi sul collo di Samantarisalirebbero al post mortem e sarebbero stati causati in fase di occultamento di cadavere”. Quindi Cianfarani sarebbe colpevole di quest’ultimo reato ma non di omicidio. Sempre per la difesa la causa della morte di Samanta “sarebbe da rinvenirsi in una accidentale caduta dalle scale a casa del Cianfarani”.

Ricordiamo, invece, che per i giudici di primo e secondo grado si è trattato di un omicidio d’impeto maturato a seguito di una lite tra i due avvenuta all’interno della casa di Cianfarani.

Nel tardo pomeriggio è attesa la sentenza della Corte che in queste ore si dovrebbe essere ritirata in camera di Consiglio.

Francesca Merolle

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