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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Sora – Inquinamento a Tofaro, chi se ne interessa più?

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Sora – Inquinamento a Tofaro, chi se ne interessa più?
09 Dicembre
13:04 2020

 

 

A riportare in auge il problema l’ex amministratore, già assessore e vice sindaco di Sora, Andrea Petricca.

“A Tofaro (contrada di Sora) c’è stato un tempo in cui in tanti erano preoccupati, terrorizzati direi, per le troppe persone morte a causa di un tumore. Li conoscevo tutti potrei fare i nomi senza difficoltà, cosa che evito per ovvie ragioni. Le pressioni politiche degli abitanti di quella zona erano forti, volevano sapere cosa stava succedendo. Abitavo in quell’area della città, i miei figli sono nati e cresciuti a Tofaro, e visto il ruolo di amministratore che ricoprivo con il pieno appoggio del sindaco di allora Ernesto Tersigni riuscii a far fare una serie di controlli dell’aria, del suolo e delle acque per cercare di capire se esistevano fonti inquinanti perché a loro volta inquinate ( la presenza del depuratore ed il vecchio sito di stoccaggio dei rifiuti urbani).

Mesi di lavoro, soldi spesi ma la condizione del suolo, dell’acqua e dell’ aria rientravano nei parametri. Organizzai diversi incontri tra i miei vicini di quartiere ed alcuni esperti per dare la possibilità anche alle persone di fare domande ed avere risposte. In quel periodo ci furono anche alcuni abitanti del posto, diventati improvvisamente esperti del settore, che sui giornali contestavano il mio lavoro e accusavano il sottoscritto e l’amministrazione di allora di fare poco. Chi voleva far sondare tutto il territorio con il georadar, chi accusava la turbogas, chi immaginava discariche ricoperte, insomma di tutto e di più e la colpa era sempre dell’ ex assessore di Tofaro Andrea Petricca.

Nel 2016 fatte le elezioni comunali, Tersigni insieme alla sua coalizione (di cui facevo parte) fu sconfitto, io uscii dall’Assise comunale e tutto é stato dimenticato. Quasi per incanto non si è parlato più di inquinamento, di pericolo per la salute delle persone, della cartiera e di un georadar che avrebbe scoperto la causa di quello che accadeva. Oggi sono trascorsi 5 anni, e penso di poter affermare, senza ombra di dubbio, di essere stato l’unico (insieme ad Ernesto Tersigni) ad aver fatto tutto quello che si poteva fare (compresa una dettagliata denuncia alla procura della repubblica) nel tentativo di scoprire il perché di tutte quelle morti e di proteggere la gente di quella zona”. (Fonte facebook)

 

 

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