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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Sora – Giulia Germani è Maria di Storia di una Capinera

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Sora – Giulia Germani è Maria di Storia di una Capinera
01 Settembre
19:14 2020

 

 

 

 

Parlare con Giulia sorprende, coinvolge e sconvolge. Soli 21 anni ma una esperienza decennale, è la protagonista di Storia di una Capinera di Giovanni Verga (Requiem punk per capelli) drammaturgia e regia di Ivano Capocciama.

Cinque sono i giorni che ha impiegato Giulia per imparare e fare sua Storia di una capinera. Giulia e Maria, Maria e Giulia si fondono e si contaminano.
Uno sforzo mnemonico e interpretativo notevole ripagato da un pubblico che è stato letteralmente rapito alla prima di questa versione Requiem punk di Ivano Capocciama.

Un apprezzamento così Giulia non se lo aspettava: “faccio fatica a vedermi da fuori – ha detto sincera ed autocritica – ma questo è positivo mi spinge a fare sempre di più, sempre il massimo.
Dietro storia di una capinera c’è per Giulia una passione per la recitazione, o meglio per il teatro, infinita.

Una passione fatta di studio, di stage, di approfondimenti, di continua ricerca. Giulia ci parla delle sue esperienze a partire da 13 anni con lo stesso entusiasmo di chi vede per la prima volta il mare.

La sua sembra quasi essere una fame di teatro “un nutrimento“ che ricerca in ogni aspetto della vita. “Non mi vedrei più senza teatro per me può essere ovunque – spiega – lo leggo in tutti gli aspetti della vita“. Un qualcosa che va ben oltre la mera rappresentazione.

Altrettanto forte il legame che la unisce al regista Ivano Capocciama. “Grazie a lui ho riacquistato la passione per il teatro che per un breve periodo della mia vita era scemata. Con la “Cantatrice calva” di Eugéne Ionesco e il teatro dell’assurdo, in cui apparentemente non c’è un filologico, il teatro è tornato nella mia vita più di prima. Trovo che Ivano sia geniale. La scelta più coraggiosa è quella di esprimere se stessi. Mi ha aperto un mondo e tuttora continua a stupirmi”.

Più di ogni altra cosa a rappresentare ciò che il teatro e per Giulia c’è il manifesto di Antonin Artaud drammaturgo, attore e regista francese. “Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto”.

Non resta che sorprendersi. L’appuntamento con Storia di una Capinera è il 5 settembre ad Arce, Torre Campolato, alle 21.30.

Valeria Altobelli

 

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