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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Sora – Don Alfredo lascia la città dopo 20 anni di sacerdozio, le perplessità della comunità

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Sora – Don Alfredo lascia la città dopo 20 anni di sacerdozio, le perplessità della comunità
02 Agosto
19:46 2015

 

 

 

 

don alfredo di stefanoPerplessità, meraviglia, smarrimento. Stati d’animo di moltissimi fedeli dopo la notizia del trasferimento di don Alfredo Di Stefano dalla cattedrale di S. Maria Assunta alla parrocchia di S. Lorenzo ad Isola Liri. Don Alfredo, in questi intensi 20 anni di sacerdozio, è diventato un faro per molti, un confidente, un punto di riferimento e ben si comprende lo smarrimento di tante persone. (r.p.)


Ricordiamo che la disposizione sarà effettiva dal 26 settembre. Don Alfredo non è l’unico a fare i bagagli: don Giuseppe Basile, vice parroco di San Lorenzo andrà alla Santa Croce di Castelliri e don Arcangelo D’Anastasio muoverà verso SS. Pietro e Paolo di Arce. Don Mario Santoro, come anticipato da La Provincia,  è a Roma per il Giubileo. Di seguito la lettera di don Alfredo in cui saluta la comunità.

<Di volti, di sorrisi, di abbracci, di lacrime, di mani aperte e pugni chiusi sono colmi da tempo la mente ed il cuore. E’ il bagaglio costruito giorno dopo giorno in questi lunghi 20 anni che porterò con me. Anche le pietre parlano, ricordano ed elevano il canto alla bellezza, quella che benchè povero ed umile San Francesco sapeva riconoscere e scorgerne la potenza, l’armonia, la grandezza e la presenza dell’Altissimo Onnipotente Buon Signore. Camminare insieme non è sempre facile. La strada a volte è irta, altre scoscesa per diventare di nuovo ripida e tortuosa. Siamo tutti pellegrini ma bisogna andare verso la meta precisa: Cristo, il Risorto. Il viaggio non conoscerà sorte e cambi di rotta. Perchè il cammino non si arresti compito di chi è chiamato alla guida della comunità è di sollecitare, incalzare, insistere e risollevare quando c’è bisogno. Anche se la meta del viaggio continua ad essere la stessa le nostre strade si dividono. Resti la riconoscenza per quanto imparato dal Vangelo e che il bene ricevuto non si spenga. Questa è la speranza che mi consolerà. Siete tutti, alcuno escluso, intimamente parte del mio essere sacerdote. Siete stati voi tutti a cesellarlo, raffinarlo, come l’oro al crogiuolo. Dono sacramentale che mai ho trattenuto solo per la mia persona ma che ho speso per voi e con voi condiviso. La gioia più grande di un padre è vedere i propri figli ormai cresciuti, maturi e sereni, è la Parola di Dio ad augurare di “vedere i figli dei propri figli”. E per me è stato così… vedere i figli di chi ho battezzato. E’ la vita che continua. Quella cristiana: buona, bella e beata. Quella per la quale un giorno sono stato chiamato ad investire tutto me stesso e quel giorno non lo sapevo, ma oggi posso dirlo, per voi! Lungo la strada qualcuno, purtroppo, si è perso, altri hanno preferito facili scorciatoie, alcuni hanno girato le spalle per poi tornare indietro… ma tutto questo fa parte di un grande ed affascinante progetto. Anche per loro prego e sempre pregherò, esigenza che fiorisce nel mio essere sacerdote. Infine, mi affido alle vostre preghiere, abbracciando, con non poca commozione anche quanti ci hanno preceduto nella fede. Nel Signore saluto tutti, con amicizia e fraternità quanti insieme abbiamo incontrato, conosciuto, amato e con gioia servito>.

Roberta Pugliesi

 

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