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Sgurgola – Biodigestore, l’amministrazione comunale delibera la contrarietà, intervista a Massimo Corsi

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Sgurgola – Biodigestore, l’amministrazione comunale delibera la contrarietà, intervista a Massimo Corsi
31 Luglio
22:53 2021

 

 

 

I consiglieri comunali di minoranza Gianluca Ciaschi, Massimo Corsi e Simone Lepri hanno richiesto un Consiglio Comunale riguardante il biodigestore di Anagni.

La proposta di delibera riguardante il mega impianto che lavorerà 84 mila tonnellate annue di rifiuti, realizzato in via Selciatella ad Anagni, è stata approvata all’unanimità durante la seduta consiliare di ieri. I tre consiglieri comunali di minoranza Gianluca Ciaschi, Massimo Corsi e Simone Lepri hanno chiesto un Consiglio Comunale Straordinario dove hanno potuto proporre una delibera sul biodigestore che sorgerà nella città dei papi. Con una deliberazione ad unanimità l’intera amministrazione comunale guidata dal sindaco Antoni Corsi ha espresso la contrarietà e opposizione alla realizzazione del mega impianto.

Abbiamo sentito uno dei tre consiglieri comunali promotori dell’iniziativa, Massimo Corsi. Il consigliere ha spiegato che il Consiglio ha dato mandato al sindaco e alla giunta di adottare tutti gli atti necessari per impedire l’insediamento del biodigestore, le azioni di competenza comunale presso la partecipata SAF e il ricorso al TAR per ottenere l’annullamento della Valutazione di Impatto Ambientale. Massimo Corsi ammette di essere stato all’oscuro del fatto che stavano mettendo in cantiere il biodigestore. “Tutto per me è venuto fuori con il Consiglio Comunale del 24 giugno ad Anagni. Da lì mi sono subito attivato, ho cercato di capire di cosa si trattasse! Ho messo insieme un po’ di carte grazie alla collaborazione degli amici di Anagni. Siamo arrivati a ieri, se ne è parlato e discusso abbondantemente in sede di Consiglio, poi è stato votato all’unanimità. L’unica cosa è che il sindaco ha fatto una dichiarazione di voto. Lui non era d’accordo, ha preso le distanze perché io nelle premesse ho ricordato pure che il Comune di Anagni nel 2017 aveva già votato la delibera di Consiglio Comunale, la famosa moratoria e che il sindaco Natalia aveva votato a favore, nonostante stesse all’opposizione. Poi invece ha ribaltato tutto, tant’è che io nella delibera di ieri ho allegato pure il parere favorevole che lui ha mandato alla Regione. Il sindaco di Sgurgola non voleva assolutamente mettere dentro gli atti del sindaco di Anagni e tanto meno richiamare quella delibera di moratoria. Io ho insistito l’ho lasciata dentro e ho detto “per me è così, l’ho presentata io e me ne assumo le responsabilità”, anche perché quello è un atto pubblico.
Anche il parere del Sindaco che viene richiamato nella Valutazione di Impatto ambientale a pagina 11  è un atto pubblico e lui ha fatto una dichiarazione di voto, dove prende le distanze appunto da questo documento. A lui poi se so allineati altri 1, 2, 3 e 4 … mentre il suo vice sindaco è rimasto dalla parte nostra. Nel suo intervento ha detto che rimproverava il sindaco di non aver informato nessuno circa il biodigestore, tanto meno i consiglieri di minoranza. Il sindaco sapeva tutto tramite SAF, era già uscita fuori da qualche anno la volontà di realizzare questo biodigestore. Adesso il mio sindaco dovrà comunque adoperarsi sin da subito fare ricorso al TAR! Entro settembre il Comune di Sgurgola dovrà presentare il ricorso al TAR!”

Il consigliere Massimo Corsi si sofferma anche sul fatto che il presidente del Consiglio Comunale di Anagni aveva espresso qualche dubbio sul fatto che si potesse svolgere una seduta consiliare deliberante riguardo il biodigestore.   
Secondo me ha sbagliato il presidente del Consiglio Comunale di Anagni e aggiungo, sempre secondo me, che non sono stati tanto attenti i consiglieri di minoranza. Dal momento che io faccio la richiesta e la richiesta diciamo corrisponde con quanto riportato dal regolamento del Consiglio Comunale e ci sono i numeri per poterlo fare, mi devi dare il Consiglio Comunale. Non si può fare altrimenti. Magari chi ha fatto così se ne assume le responsabilità e sicuramente verrà richiamato dal Prefetto. I consiglieri di minoranza non avrebbero dovuto accettare il tipo di seduta consiliare (la seduta consiliare richiesta dalla minoranza si era trasformata ad insaputa dei consiglieri di opposizione in Consiglio Comunale aperto, ndr), avrebbero dovuto prendere la parola e dire che quella seduta non era il Consiglio Comunale straordinario ed urgente richiesto per deliberare. In un Consiglio Comunale aperto non è prevista la deliberazione perché ci sono gli interventi anche di chiunque voglia intervenire. C’è comunque il presidente del consiglio che è garante di tutto e ripeto dal momento che io ti chiedo un consiglio comunale me lo devi concedere perché ci sono i numeri e il presidente non può fare altrimenti. Io avrei preso la parola, fatto la dichiarazione e avrei mandato tutto al Prefetto. Dopo due minuti sarei andato al protocollo a protocollare un’altra richiesta di consiglio comunale e poi se serviva ancora un’altra e ancora un’altra e un’altra!”

Corsi parla anche del biodigestore e del ciclo dei rifiuti. “Se SAF vuole chiudere veramente il discorso del ciclo dei rifiuti va bene. Noi produciamo rifiuti e ci possiamo organizzare per smaltire i nostri rifiuti, quindi possiamo realizzare un biodigestore che lavora 6 mila tonnellate annue, anziché 84 mila! Dove lo facciamo? Troviamo un’area a questo punto più idonea. Certo la nostra zona già ha dato troppo, noi abbiamo dato e qui che c’è rimasto oramai solo immondizia!”

Anna Ammanniti

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