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AGGIORNAMENTO Santopadre – Tentato furto finito in tragedia, 4 i malviventi la vittima è Mirel Joacā-Bine

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AGGIORNAMENTO Santopadre – Tentato furto finito in tragedia, 4 i malviventi la vittima è Mirel Joacā-Bine
26 Ottobre
08:40 2021
A seguito del tragico epilogo del furto tentato nella serata di ieri, intorno alle 19:30, presso una villetta in via Decime, località Valle a Santopadre, nell’immediata periferia del piccolo paese, sono tantissime le espressioni di solidarietà rivolte alla famiglia Fiorelli, protagonista suo malgrado della vicenda.

Solidarietà in particolar modo per il capofamiglia, Sandro Fiorelli, 59 anni, titolare della tabaccheria in piazza Marconi, persona conosciuta e stimata da tutti. Dopo aver chiuso l’attività commerciale, l’uomo aveva fatto ritorno presso la sua abitazione in compagnia del figlio. Non appena rientrati nella villetta, i due si sarebbero accorti della presenza di estranei in casa per cui Sandro Fiorelli avrebbe imbracciato il suo fucile da caccia, un calibro 12 legalmente detenuto, per difendere se stesso, il figlio ed il resto della famiglia. I malviventi, sembrerebbe fossero quattro conpreso “il palo” che era in un’auto parcheggiata lungo la strada adiacente, si sono dati alla fuga quando uno di questi, identificato come Mirel Joacā-Bine, 34 anni, proveniente da Brasov in Romania, all’altezza del vialetto che conduce all’ingresso della villetta si sarebbe girato con una pistola in mano, sollevando il braccio per puntare l’arma contro il commerciante. Quest’ultimo istintivamente, per legittima difesa, ha esploso il colpo che ha raggiunto il delinquente ad un fianco, ferendolo mortalmente. Inutile ogni tentativo di soccorso da parte degli operatori sanitari, che hanno anche intubato il disgraziato per provare a salvarlo. La pistola impugnata da Joacā-Bine è stata rinvenuta nei pressi del cadavere del malvivente. Sembrerebbe che i complici si siano dapprima allontanati per poi tornare indietro, forse con l’intenzione di recuperare il loro compagno: a questo punto il Fiorelli avrebbe esploso altri colpi in aria per intimorire i delinquenti.
Dopo un’estenuante caccia all’uomo portata avanti per tutta la notte, le forze dell’ordine stanno visionando i filmati del sistema di videosorveglianza del paese e delle videocamere di sicurezza, sia della villetta che dei vicini di casa. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Cassino, dr.ssa Marina Marra. La famiglia Fiorelli si è affidata all’avvocato Sandro De Gasperis.
Nessuna pietà per l’uomo rimasto vittima dell’accaduto: i post ed i commenti pubblicati sui social non lasciano spazio alla compassione per Joacā-Bine che, dalle prime ricostruzioni, si era intrufolato nella villetta per rubare ed avrebbe poi puntato l’arma contro il proprietario della stessa per non avere ostacoli nella fuga. Solamente dimostrazioni di solidarietà, sostegno e vicinanza per Sandro Fiorelli e la sua famiglia, con l’augurio che non vadano incontro a ripercussioni giudiziarie. Dopo i numerosissimi furti che si sono susseguiti negli ultimi giorni sul comprensorio provinciale e le precedenti ondate, la gente è stanca di subire queste violazioni per le quali non c’è la certezza della pena. Tra le tantissime considerazioni postate si legge «Se non c’è certezza della pena, casi come questi salteranno alla ribalta delle cronache sempre più frequentemente. È prassi comune che, pur venendo colti in flagranza di reato, questi malviventi restino spesso impuniti, a dispetto del lavoro investigativo e di sorveglianza delle forze dell’ordine sul territorio. Non dimentichiamo che ci sono stati casi di rapinatori feriti (nell’esercizio delle loro funzioni criminali) che hanno ottenuto dai tribunali congrui risarcimenti a spese delle vittime. Della serie “cornuti e mazziati”. E questo, in un Paese che si definisce civile, è INTOLLERABILE! Il cittadino onesto non deve dover ricorrere alla giustizia privata perché lo Stato non è in grado, con le sue leggi, di tutelarlo. E la vittima non deve essere trasformata in carnefice solo perché, in una situazione di pericolo imminente, imprevedibile, ed a salvaguardia della propria incolumità e di quella dei suoi cari, ha cercato di difendere i propri beni affettivi e materiali, guadagnati spesso con lacrime e sacrifici, con ciò che aveva a disposizione. Se queste cose capitassero ai nostri politici o magistrati, il metro di giudizio sarebbe lo stesso? Difficile pensare che possa effettivamente capitare a loro, con le scorte dentro casa, ma qualche volta pensassero davvero alla gente comune che non ha gli stessi privilegi! La morte di un essere umano, anche quella di un criminale, è comunque una sconfitta della società. Adoperiamoci affinché vengano promulgate leggi e comminate pene severissime in casi come quelli riportati in cronaca. Magari ci penserebbero dieci volte prima di decidere di violare l’ altrui proprietà privata».

Sara Pacitto

 

 

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