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San Giovanni Incarico – Allarme cinghiali, l’assessore Toti chiede soluzioni

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San Giovanni Incarico – Allarme cinghiali, l’assessore Toti chiede soluzioni
15 Settembre
09:50 2015
“La presenza del cinghiale sul territorio ciociaro ed in particolare su quello Sangiovannese, con le sue innegabili ripercussioni sulle attività agricole, va inquadrato nella sua più complessa dimensione, individuandone le cause e valutando le possibili soluzioni” – afferma l’assessore Toti.

L’assessore alla caccia e alla pesca, Roberto Toti, del comune di San Giovanni Incarico, dichiara che l’anno 2015 è stato caratterizzato, come in altre diverse Regioni, Province e comuni, da numerose proteste da parte degli agricoltori, a causa della continua assenza di soluzioni fondate ed efficaci volte a contenere i danni causati dalla fauna selvatica, danni che hanno interessato anche le attività produttive. Le attuali norme non sono più capaci di mantenere le popolazioni dì specie selvatiche come i cinghiali e non sembrano più capaci di garantire un equilibrio tra la loro presenza e l’esercizio delle attività agricole.
È risaputo, ormai, che per far fronte ad una rarefazione dell’ungulato, in Italia a partire dagli anni 50 ebbe inizio una massiccia attività di introduzione di cinghiali provenienti dall’Est europeo, caratterizzati da dimensioni, robustezza e prolificità maggiori rispetto ai cinghiali italiani; inoltre con l’abbandono dei territori agricoli ed il conseguente aumento delle zone boschive, si è giunti all’attuale condizioni di sovrappopolamento.
Questa nuova specie di cinghiale si è evoluto anche ad una maggiore confidenza con l’uomo, spingendosi ad avvicinarsi sempre più alle zone abitate, provocando con i numerosi attraversamenti anche incidenti mortali.
L’assessore Toti chiede agli organi competenti un necessario e repentino studio della soluzione, consigliando non solo un aumento dei 3 mesi di caccia al cinghiale, puntando quindi tutto su un incremento dell’abbattimento, ma anche uno stanziamento di fondi ed adeguare le norme per dotare gli agricoltori di mezzi atti a proteggere le colture (come recinti elettrificati e gabbie di cattura), e soprattutto iniziare un serio processo di registrazione, controllo della specie, così da ridurre il conflitto sociale in atto.

Comunicato stampa – Comune di San Giovanni Incarico

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