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#DonnaTG24 – Femminicidio: la cultura dell’impegno e l’atroce piaga della violenza sulle bambine!

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#DonnaTG24 – Femminicidio: la cultura dell’impegno e l’atroce piaga della violenza sulle bambine!
25 Luglio
20:15 2017

 

Secondo appuntamento con “Donna TG24”; uno spazio, tutto al femminile, curato da Eleonora Polsinelli, che tra gli obiettivi si pone quello di raccontare il mondo attraverso gli occhi, le esperienze, la vita, la storia e le avventure di tante donne. Sarà uno spazio, una rubrica, un approfondimento che potrà ruotare su molti temi, tutti però accomunati dalla stessa volontà, guardare il mondo attraverso gli occhi delle donne. Il secondo appuntamento è quasi un reportage sull’atroce piaga delle violenze su bambine.

(di Eleonora Polsinelli) Infinita, muta, disperata: è la violenza che le bambine di sempre, da sempre sono costrette a subire; oggi come ieri sono le vittime più indifese; la violenza sulle bambine difficilmente è denunciata: non sanno come difendersi, non conoscono altro al di fuori di quanto viene loro insegnato. Spesse volte subiscono violenza, di ogni genere, proprio da coloro che dovrebbero amarle di più, coloro che le mettono al mondo. E’ la storia di tantissime storie dal finale ineluttabile: sono state costrette alla vita matrimoniale, condotte senza scelta alla monacazione forzata, sono state stuprate in guerra e senza guerra, violentate anche dai padri, schiavizzate dalla famiglia al lavoro, alla prostituzione, vendute come concubine, deformate da pratiche macabre, il loto d’oro ne è un esempio, sono state uccise… molto di tutto questo rappresenta, ancora oggi, una maledetta pratica quotidiana. La violenza sulle bambine non conosce tregua e in alcuni casi nemmeno un esatto sapere o memoria. Sono storie troppo tristi per occupare ogni giorno gli spazi dell’informazione, ma sono fenomeni di larga portata che si fa fatica a considerare possibili; alcuni sono stati dimenticati, anche quelli che hanno segnato profondamente la storia della nostra nazione, altri, quelli che oggi sembrano più orrendi, perché appartengono, generalmente, ad altri paesi, ad altre culture, appaiono lontano! Ma lontano non sono, perché la violenza sulle bambine è un orrore senza tempo e senza patria. Ha riguardato e riguarda il pianeta.
Basta soffermarsi poco tempo per capire che questo terribile orrore non è distante da ciascuno di noi, né per epoca, né per area geografica, né per condizione economica o culturale. Thailandia, Brasile, Messico… non sono solo mete turistiche ambite, ma anche alcuni dei diversi paesi in cui è radicata la piaga delle spose bambine: 60 milioni all’anno, 160.000 al giorno, 111 bambine ogni minuto. Vengono vendute al futuro sposo per denaro, per mettere a tacere faide o creare alleanze. Subiscono violenze psicologiche, fisiche. Mettono alla luce bambini quando sono ancora bambine. E muoiono per questo! Chi pensa che la povertà inaridisca anche i sentimenti, e la miseria accumulata distrugga i legami di sangue, non sbaglia, perché da sempre, proprio i genitori, vendono i propri figli nella speranza di migliorare le loro condizioni… ma la questione è anche culturale: è difficile immaginare una pratica tanto efferata; è difficile pensare ad una “legge dei padri tramandata dalle madri”.
E’ inconcepibile… e invece, ha anche un nome: infibulazione; interessa più di 40 paesi del mondo e sono più di 100 milioni di donne a subirla. Sono le donne stesse a praticarla sulle bambine che hanno un’età che va dai 3 mesi ai 15 anni, e sono le donne stesse a non considerare questa pratica una mutilazione, ma un passaggio necessario per diventare donne, una cosa considerata giusta quindi. E’ un modo per farsi accettare, per sopravvivere in una società intrisa di valori patriarcali. Queste bambine, mutilate per sempre, non vivranno mai una vita normale! Tutto ciò mentre il mondo è dominato dalle guerre degli uomini, tutto ciò mentre si consumano impunemente macabre consuetudini sulle bambine: gli stupri di guerra. Non possiamo dimenticare che è successo anche in Ciociaria 70 anni fa, i figli delle marocchinate non sono così lontani! Non possiamo dimenticare che in Italia solo 36 anni fa sono stati abrogati il delitto d’onore e il matrimonio riparatore che, spesse volte, vedeva come protagoniste le minorenni. E se tutto questo continua a sembrare ancora lontano si può ricorrere a fatti di culture che pensiamo più vicine a noi: in alcuni paesi del mondo tra cui l’Irlanda, il Liechtenstein, San Marino e il Principato di Andorra, l’aborto, anche se conseguenza di uno stupro, è illegale; anche se a subirlo sono le minorenni. Ancora… si può fare riferimento ai dati che riguardano l’Italia moderna: nel 2015 i minori che hanno subìto violenza sono stati 5.080 (6 su 10 femmine). La violenza sui minori ha una cultura, un paese, un’epoca specifici!? Sembra ancora tanto lontana? Sapere è un atto di civiltà. Non essere indifferenti è un atto di solidarietà. Prendere coscienza di certe atrocità e dare il supporto a chi si impegna a lottare per l’infanzia è una nostra responsabilità: si chiama cultura dell’impegno, e dobbiamo impararla.
Eleonora Polsinelli

 

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