Roma -“Sono un padre di famiglia che non porta niente a casa da 14 mesi, non mi puoi capire” | TG24.info
Aggiornato alle: 15:40 di 18 Aprile 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Roma -“Sono un padre di famiglia che non porta niente a casa da 14 mesi, non mi puoi capire”

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Roma -“Sono un padre di famiglia che non porta niente a casa da 14 mesi, non mi puoi capire”
07 Aprile
17:19 2021

 

 

«Vogliamo tornare a lavorare» è questo il grido che nella giornata di ieri è riecheggiato in tutta la penisola. Da nord a sud, a Milano, Torino, Imperia, in Toscana, a Caserta, a Roma, gli ambulanti si sono dati appuntamento nelle principali piazze italiane per dimostrare il loro disappunto e chiedere misure meno restrittive, per poter riaprire le rispettive attività e tornare a lavorare e ad incassare il denaro per vivere, o quantomeno sopravvivere.

Non sono mancati i momenti di tensione. A Caserta gli operatori commerciali hanno bloccato l’autostrada A1, in entrambe le direzioni, mandando il traffico in tilt: l’intervento della Polizia Stradale ed il personale della IV Direzione-Tronco di Cassino ha riportato l’ordine. Attimi di panico, invece, a Roma, davanti a Palazzo Montecitorio, dove insieme agli ambulanti c’erano anche i ristoratori ed i gestori di palestre. In più riprese l’esasperazione ha avuto il sopravvento: alcuni gruppi di dimostranti hanno lanciato fumogeni e bottiglie, spingendo nel tentativo di sfondare le transenne. Inevitabile lo scontro con le Forze dell’Ordine che si trovavano dinanzi la Camera dei Deputati, in assetto antisommossa, a protezione della piazza. Un agente è rimasto ferito dal lancio di un oggetto, riportando un taglio profondo sul sopracciglio per cui si è reso necessario il trasporto in ospedale. La Polizia ha identificato e fermato diverse persone, sequestrato anche oggetti pericolosi.
Al di là di questi episodi, isolati ed immediatamente risolti, dettati dalla disperazione, i manifestanti hanno urlato a gran voce la necessità di tornare a lavorare. «Sono un padre di famiglia che non lavora, che non porta niente a casa da 14 mesi, non mi puoi capire», così uno dei presenti in lacrime, raggiunto da un agente che si è staccato dallo schieramento per confortarlo. Prima che la manifestazione terminasse, i poliziotti in assetto antisommossa si sono tolti il casco dinanzi la platea rimasta, in segno di solidarietà: un gesto clamoroso, accolto con un applauso interminabile e la pelle d’oca di tutti, un brivido univoco. In queste circostanze sono la sensibilità e la vicinanza tra cittadini e forze dell’ordine a lanciare il messaggio più significativo. Video e foto continuano a rimbalzare sui social.
Il decreto legge di mercoledì 31 marzo dispone la zona arancione per tutto il mese di aprile. L’indirizzo è quello di escludere la zona gialla anche se la curva dei contagi dimostrasse una flessione evidente, per cui non c’è speranza per bar, ristoranti, palestre. Nel Lazio, poi, i numeri dei ricoveri presso i reparti di terapia intensiva sono ancora sopra la “soglia critica” fissata dal Governo, così come i ricoveri nei reparti ordinari di malattie infettive. L’unica rassicurazione è la proiezione di AgeNaS, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, secondo cui il picco dei ricoveri dovrebbe essere stato raggiunto.
Sara Pacitto

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