Aggiornato alle: 04:00 di Venerdi 14 Agosto 2020
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Roma – Operazione Minerva, frodi per 18 milioni, 31 arresti anche tra le Forze Armate

 ULTIME NOTIZIE
Roma – Operazione Minerva, frodi per 18 milioni, 31 arresti anche tra le Forze Armate
09 Luglio
18:00 2020
Alle prime luci dell’alba, la Squadra Mobile coordinata dalla Procura della Repubblica ha eseguito un’Ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, nei confronti di 31 indagati, tra i quali anche Pubblici Ufficiali appartenenti alle Forze Armate con diverso grado e imprenditori, accusati, tra l’altro, di frode nelle forniture, corruzione, turbativa d’asta e sistematiche corruzioni negli appalti delle Forze Armate.

Corruzione, turbativa d’asta e frodi negli appalti delle Forze Armate per un valore pari a 18 milioni e mezzo di euro, questo quello che è emerso dall’operazione denominata Minerva. Sette persone agli arresti domiciliari, 5 misure interdittive di sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, 19 misure di divieto temporaneo di contrattare con la Pubblica Amministrazione e di esercitare attività imprenditoriali e uffici direttivi di persone giuridiche e impresa ex artt. 289 bis e 290 c.p.p.. Le indagini, durate quasi un anno, inizialmente hanno fatto emergere episodi di frode contrattuale ai danni delle Amministrazioni dello Stato appaltanti da parte delle ditte aggiudicatarie della produzione dei nuovi distintivi di grado per le Forze Armate, nell’ambito del riordino dei ruoli e delle carriere previsto dal decreto legislativo nr. 94 del 2017 che ha introdotto nuove qualifiche apicali.  I distintivi di grado per i militari dell’Esercito Italiano, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza erano prodotti in Cina e in Albania e passati come produzioni manifatturiere italiane. La fornitura dei distintivi di grado doveva essere affidata a una società che aveva propri macchinari e in possesso di altre certificazioni. Tutto ciò non è stato rispettato in quanto la produzione dei distintivi appaltati avveniva in Cina e in Albania. I responsabili degli uffici preposti al controllo accettavano tangenti per certificare il falso e permettere l’affidamento delle gare, tangenti fino al 10 per cento degli importi dei lavori. Nel proseguo dell’attività investigativa è stato documentato uno specifico e ben collaudato sistema corruttivo tra imprenditori ed ufficiali delle Forze Armate ricostruito grazie alle attività di intercettazione telefonica, ambientale e telematica supportata da servizi di osservazione e pedinamento, che vedono alcuni soggetti ripetutamente coinvolti in episodi di corruzione e turbata libertà degli incanti in vari settori. Nel primo troncone delle indagini, le ditte aggiudicatarie della fornitura dei nuovi distintivi di grado per le uniformi delle Forze Armate hanno utilizzato un sistema basato sulla costituzione di un “cartello” concordato verso un unico fine, ovvero quello di non farsi concorrenza, o di un accordo post-aggiudicazione in favore di chi avrebbe poi prodotto effettivamente il materiale. Nella seconda parte delle indagini, sono stati accertati autonomi e distinti episodi delittuosi commessi da Ufficiali dell’Aeronautica Militare che si pongono in condizione di stabile asservimento ad interessi privati. A margine di tali vicende, è stata altresì acclarata una truffa contrattuale perpetrata nella fornitura di tende modulari a struttura pneumatica per l’Esercito Italiano e in particolare le truppe in missione all’estero tramite una “gara a procedura aperta” per un importo complessivo di € 9.064.335,57. Complessivamente, le indagini hanno permesso di svelare turbative d’asta e frodi negli appalti delle Forze Armate per un valore pari a 18 milioni e mezzo di euro. È stato disposto un decreto di sequestro preventivo in via d’urgenza delle somme di denaro corrisposte ad alti ufficiali delle forze armate per il reato di corruzione. Tra gli arrestati anche un generale dell’Aeronautica Militare, secondo l’accusa l’uomo continuava con le condotte illecite anche dopo essere andato in pensione. Addirittura avrebbe fatto in modo che un suo stretto collaboratore, anche lui ai domiciliari, venisse trasferito presso la base militare di Pratica di Mare dove erano previsti appalti milionari. Dalle intercettazioni telefoniche i due parlano chiaramente di 30 milioni di euro. Implicato anche due colonnelli e un tenente colonnello. Il ministro Lorenzo Guerini considera la Difesa “parte lesa nella vicenda dell’operazione Minerva:“Ci sarà piena collaborazione per individuare tutte le responsabilità e attendiamo l’evoluzione dell’indagine. Se venissero confermate le accuse sarebbe un fatto ancor più grave proprio perché compiuto da ufficiali delle Forze Armate. Le donne e gli uomini delle Forze armate, fedeli al giuramento alla Repubblica italiana, rischiano la vita tutti i giorni, in Italia e all’estero. Sarebbero loro a essere la vera parte lesa in questa vicenda. Purtroppo il complesso militare industriale con le sue commistioni è una delle componenti più inquinate del sistema capitalistico.”

Anna Ammanniti

Parole Chiave - Tags
SOCIAL
LE PIU' LETTE