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Roma – Omicidio Vannini: Antonio Ciontoli condannato a 14 anni, il resto della famiglia a 9 anni

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Roma – Omicidio Vannini: Antonio Ciontoli condannato a 14 anni, il resto della famiglia a 9 anni
30 Settembre
21:55 2020
Lo scorso febbraio i giudici della prima sezione penale della Cassazione avevano accolto la richiesta delle parti civili e del sostituto procuratore generale della Cassazione Elisabetta Ceniccola: serviva un nuovo processo d’Appello per l’omicidio di Marco Vannini.

La Cassazione aveva accolto il ricorso della procura generale annullando la sentenza di secondo grado per l’omicidio di Marco Vannini, il ragazzo di 20 anni ucciso nel 2015. Oggi i giudici della corte d’assise d’Appello di Roma hanno emesso la sentenza: Antonio Ciontoli è stato condannato a 14 anni, la moglie Maria Pezzillo a 9 anni e 4 mesi così come il figlio Federico Ciontoli e la figlia e fidanzata di Marco Vannini, Martina Ciontoli. Riconosciuto ad Antonio Ciontoli il reato di omicidio volontario con dolo eventuale, mentre per il resto della famiglia è stato riconosciuto l’omicidio volontario anomalo.  Trapela palese soddisfazione nelle parole della madre di Marco Vannini, Marina Conte: “La giustizia esiste”. Nella precedente sentenza Antonio Ciontoli era stato condannato a 5 anni, riconoscendogli il solo reato di omicidio colposo, gli altri componenti della famiglia erano stati condannati a 3 anni, per il concorso in omicidio. Intanto nel corso di dichiarazioni spontanee Antonio Ciontoli chiede perdono “per quello che ho commesso e anche per quello che non ho commesso. So di non essere la vittima ma il solo responsabile di questa tragedia. Sulla mia pelle sento quanto possa essere insopportabile, perché innaturale, dover sopportare la morte di un ragazzo di vent’anni, bello come il sole e buono come il pane. Quando si spegneranno le luci su questa vicenda, rimarrà il dolore lacerante a cui ho condannato chi ha amato Marco. Resterà il rimorso di quanto Marco è stato bello e di quanto avrebbe potuto esserlo ancora e che a causa del mio errore non sarà. Marco è stato il mio irrecuperabile errore”. Marina Conte dopo la sentenza di condanna dei Ciontoli ha commentato: “Finalmente dopo più di cinque anni siamo riusciti a dimostrare quello che era palese fin dall’inizio. Marco è morto in quella casa e loro non lo hanno soccorso. Se lo avessero fatto sarebbe ancora qui. Andrò al cimitero a trovare Marco, spero che il custode mi apra il loculo per dire a mio figlio che la giustizia è lenta, ma è arrivata”.

Anna Ammanniti

 

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