Roma/ Monte San Giovanni Campano – Aurora Andrea Smacchi la bambina ‘speciale’ che fa lezione via Skype | TG24.info
Aggiornato alle: 23:01 di Venerdi 7 Maggio 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Roma/ Monte San Giovanni Campano – Aurora Andrea Smacchi la bambina ‘speciale’ che fa lezione via Skype

 ULTIME NOTIZIE
Roma/ Monte San Giovanni Campano – Aurora Andrea Smacchi la bambina ‘speciale’ che fa lezione via Skype
01 Giugno
16:35 2020

 

 

 

Può la didattica a distanza rappresentare uno strumento di inclusione per i ragazzi con ‘bisogni educativi speciali’? Una cosa è certa, dove le basi erano già solide le misure attuate sono state in grado di trasformare gli ostacoli in opportunità e la distanza in occasione di incontro.

Aurora Andrea è una bambina dai superpoteri, una di quelle eroine che la vita ha già messo a dura prova. Lei e mamma Daniela sono inseparabili. Al loro fianco, da ormai tre anni, c’è la maestra Sonia. Per loro la didattica a distanza non è mai stato un problema. Così Aurora ha raggiunto i suoi obiettivi, lavorando con tenacia e passione.

Forte e determinata, dolce e protettiva, sicura di sé, autonoma. Aurora si rialza ancor prima di toccare terra. Ha voglia di imparare è molto curiosa, non si lascia demoralizzare. Anche in questa emergenza ha dato prova di grande coraggio. Ce lo raccontano mamma Daniela e la maestra Sonia in un’intervista.

Cosa significa essere la mamma di Aurora Andrea?

Significa non fermarsi mai davanti a nulla. Significa gioire delle piccole cose, reinventarsi quotidianamente, avere pazienza oltre ogni limite, accettare la sua situazione e imparare nuove strategie per aiutarla con la scuola ma anche nel percorso di inclusione sociale. Imparare una lingua nuova che non ha bisogno di parole. Il nostro è uno scambio reciproco: sono io che ho imparato a vivere!

Con l’emergenza, quali difficoltà avete dovuto affrontare?

Ho cercato di mantenere una certa routine, è stata dura, una ‘caserma’ come dice mio figlio Davide, ma è stato necessario. Aurora in casa ha tanti stimoli e non si annoia mai, ci siamo sempre tenute impegnate con la musica. Non abbiamo rinunciato alle terapie grazie al materiale che ci ha lasciato la logopedista: video, libri e altri strumenti. Mentre per la neuropsicomotricità ci aiuta il giardino e poi Aurora adora ballare!

Cosa ha significato invece la chiusura della scuola?

Con la didattica a distanza, Aurora ha partecipato e continua a partecipare alle lezioni mantenendo rapporti con la classe e con le maestre. Tutti sono molto presenti contribuendo, in un gioco di squadra, allo sviluppo della bambina. C’è sempre stata inclusione, sono stati adottati metodi che le hanno permesso di partecipare. Grazie anche ai bambini, educati all’amore per la diversità, Aurora non ha mai subito nessun tipo di discriminazione.

La maestra Sonia la segue dalla prima elementare e in questi tre anni non si è mai arresa con mia figlia e proprio in questi mesi ha raggiunto obbiettivi che sembravano impossibili. Abbiamo inoltre sperimentato con la Dad un percorso di “scrittura tramite tastiera” e le piace anche!

Avete ricevuto qualche forma di supporto?

Il centro convenzionato ci ha proposto le terapie tramite videoconferenze e l’associazione di cui facciamo parte “La Tartaruga onlus” di Monteporzio ci coinvolge con i loro laboratori musicali ed artistici. Inoltre, per qualsiasi problema abbiamo a disposizione tutte le figure professionali presenti in sede.

Avete riacquistato un po’ di serenità?

Rivedere i nonni le ha fatto sicuramente bene, poi la stagione primaverile le permette di stare all’aperto e Aurora adora la natura, la scarica e ricarica. Va sempre meglio e anche noi siamo più tranquilli e lei lo avverte.

Qual è il più grande desiderio di Aurora?

Questa è una domanda molto difficile. Ancora è piccola e il suo più grande desiderio è quello di vederci tutti felici e sereni. Mi è difficile pensare invece ad un desiderio materiale, lei è tutta un’emozione, ma qualsiasi cosa possano desiderare lei e il fratello farò tutto il possibile perché si realizzi.

Un messaggio con il cuore da parte mia a tutte le mamme: mai abbattersi, si deve agire e trovare il lato positivo su cui costruire un percorso di vita che ci faccia apprezzare le cose belle del Creato, perché anche un bambino con disabilità è un dono.

Parola all’esperta

Sonia Chiarlitti da tre anni nella scuola primaria dell’Istituto comprensivo “Paolo Borsellino” di Monte Compatri. E’ lei la maestra di Aurora.

Come si conquista la fiducia di un bambino ‘speciale’?

Aurora ha bisogno di una figura autorevole ma soprattutto amorevole. E’ così che si conquista la fiducia di un bambino ‘speciale’ come lei. Per entrare nel suo mondo mi sono fatta piccola, riuscendo così ad abbattere ogni forma di paura.

Che rapporto hai con Aurora?

Il nostro è un rapporto simbiotico che ha permesso una collaborazione intensa, dove tutto è stato possibile. La bravura dell’insegnate di sostegno sta proprio nel costruire un percorso semplificato, attraverso una didattica flessibile che miri a svilupparne le potenzialità e che sia al tempo stesso inclusiva, evitando di portarlo fuori dal gruppo. Per instaurare un rapporto affettivamente significativo ed aumentare nella bambina la fiducia nelle proprie possibilità, ho scelto delle metodologie e strategie finalizzate a limitarne la condizione di handicap, abbattendo barriere ed arginando ostacoli, gratificando anche le minime prestazioni positive.

Con l’emergenza Covid-19, come sei riuscita a portare avanti il percorso educativo?

Il 5 marzo a sorpresa il Covid 19 irrompe a destabilizzare il nostro equilibrio. Scompaiono libri, quaderni, banchi e compagni. Scompare la maestra e compare la didattica a distanza che non può sostituirsi in nessun modo alla relazione educativa empatica che è parte fondamentale della didattica speciale. All’improvviso, tutto dev’essere reinventato.

Devo dire la verità, in quei primi giorni non sapevo che fare o da dove cominciare. Mi è stato di grande aiuto il sostegno che subito ho ricevuto dalla scuola. Importanti le linee guida della dirigente Loredana Di Tommaso: ricostruire immediatamente un rapporto con i bambini e con le loro famiglie, far sentire da subito la nostra presenza.

Il mio faro è stato il lavoro di squadra, la cooperazione tra colleghi come membri di una comunità educativa che non deve dissolversi nel distanziamento ma, anzi, diventare il modello vivo di una più ampia comunità, quella con i bambini e i genitori.

Non preoccuparsi soltanto della didattica (e quando mai la scuola ha fatto solo questo?!): pensare quindi a quei bambini che con i loro bisogni educativi speciali, amplificati dalla distanza, rischiavano di rimanere ancora più esclusi dalla vita degli altri; creare occasioni nuove e a volte sorprendenti di inclusione, imparando a gestire lo spazio virtuale offerto da un telefonino, da un computer, come uno spazio reale di incontro, di esperienza e di emozioni.

Nella classe ora divenuta virtuale, i bambini hanno accolto Aurora con il solito applauso e intonando la canzoncina che le hanno sempre dedicata. Lei è contenta, partecipa attivamente e con interesse. Tutto è diverso, non trova più il calore di un abbraccio o il sollievo di una carezza. La famiglia e la scuola si incontrano ogni giorno in un modo nuovo per lei e questo la sostiene e conforta.

Quanto è importante il sostegno della famiglia?

Per Aurora è stato creato, in accordo con la famiglia, un ambiente di apprendimento adeguato. La collaborazione è stata quindi fondamentale. La mamma è stata sempre presente, sostenendo la bambina nel suo lavoro quotidiano. Aurora ha partecipato con curiosità ed entusiasmo, ha imparato giocando!

Ora la maestra Sonia le sorride via skype, non sente il suo profumo ma il sorriso è lo stesso. E allora forza! Si riparte con entusiasmo perché questa nuova didattica a suo modo le piace, ci sono tutti: le maestre, i compagni, compare anche la mamma. Gli obiettivi preposti sono stati, con grande soddisfazione, tutti raggiunti!

A. Cin.

 

IN EVIDENZA

.

SOCIAL
TOP NEWS