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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Roma – L’albero di Natale alto 28metri e presepe con 54 statue di ceramica, un richiamo all’umiltà

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Roma – L’albero di Natale alto 28metri e presepe con 54 statue di ceramica, un richiamo all’umiltà
12 Dicembre
14:33 2020

 

 

Nel pomeriggio di ieri, in Piazza San Pietro, si è tenuta l’inaugurazione del presepe e dell’illuminazione dell’albero di Natale, una tradizione introdotta nel 1982 da Giovanni Paolo II.

La cerimonia, attesa da grandi e piccini, seguita non solo dai romani ma da turisti e pellegrini di tutto il mondo, quest’anno si è svolta nel rispetto delle norme antiCovid: presenti le delegazioni ed un numero ristretto di fedeli. L’evento è stato trasmesso in diretta sul sito Vatican Media, TV 2000 ed in eurovisione.
Il grande abete arriva dalla Slovenia, come era già successo nel lontano 1996, la zona sudorientale per l’esattezza: il maestoso abete rosso ha 75 anni, è alto 28 metri per un diametro di 70 centimetri, arriva precisamente dalle foreste del comune di Kočevje, sul fiume Rinža.
Vicino all’albero è stato allestito anche il monumentale presepe giunto della scuola di Castelli, straordinario polo della ceramica artistica d’Abruzzo e d’Italia: l’opera è stata realizzata tra il 1965 ed il 1975 dagli alunni e dai docenti dell’Istituto d’Arte “F.A. Grue”, attuale Liceo Artistico Statale per il Design. Collocati solamente alcuni pezzi della fragile collezione composta da 54 statue. Le sculture rappresentano il gruppo della Natività con l’Angelo, posto sopra la Sacra Famiglia, ed i Magi.
Ad arricchire Piazza San Pietro anche un’altra opera scultorea che rappresenta la Sacra Famiglia, “Angels Unawares” del canadese Timothy Schmalz: la raffigurazione è in bronzo, una barca con un gruppo di migranti e rifugiati di diversa estrazione culturale e razziale e di vari periodi storici tra i quali spiccano, illuminate, le tre sagome che riproducono la Sacra Famiglia di Nazareth. La realizzazione intende commemorare la 105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.
«La festa del Natale ci ricorda che Gesù è la nostra pace, la nostra gioia, la nostra forza, il nostro conforto. Ma, per accogliere questi doni di grazia, occorre sentirci piccoli, poveri e umili come i personaggi del presepio. Anche in questo Natale, in mezzo alle sofferenze della pandemia, Gesù, piccolo e inerme, è il “Segno” che Dio dona al mondo», queste le parole di Papa Francesco pronunciate durante l’Udienza alle delegazioni tenutasi nella mattinata.
Un suggestivo spettacolo che, in questo particolare periodo storico, richiama alla necessità di mantenere vivo lo spirito dei valori e delle tradizioni.
Sara Pacitto

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