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Roma – Ambiente e Sicurezza, premio Lex et Ars al NIPAAF del Gruppo Carabinieri Forestale

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Roma – Ambiente e Sicurezza, premio Lex et Ars al NIPAAF del Gruppo Carabinieri Forestale
28 Settembre
18:00 2021

 

 

Sabato scorso si è tenuto presso l’Istituto Suore di Gesù Redentore San Giuseppe di Fonte Nuova (RM), il convegno Ambiente e Sicurezza organizzato dall’Associazione Lex et Ars e dall’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia (ANFI). Per l’occasione sono stati consegnati i premi Lex et Ars 2021 ed altri riconoscimenti dell’ANFI e del Comune di Fonte Nuova.

Hanno ricevuto il premio Lex et Ars l’ispettore Alessandro Magno, collaboratore del Sostituto Commissario Roberto Mancini, per l’impegno investigativo prima e poi divulgativo sulle problematiche della Terra dei Fuochi e il Generale Virgilio Pomponi, per i risultati del suo Comando. È stato premiato il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Roma (NIPAAF) del Gruppo Carabinieri Forestale della Capitale comandato dal col. Giuseppe Lopez. Il premio è stato ritirato dal comandante del NIPAAF, ten. col. Dario Burattini, il riconoscimento per “le numerose indagini di polizia giudiziaria ambientale sul territorio nord est della provincia di Roma, con arresti e denunce di diversi soggetti con condotta criminosa a danno della natura e dell’ambiente.” Per i meriti politici è stata premiata il consigliere Metropolitana Micol Grasselli, premiato l’assistente della Polizia di Stato Fabrizio Sergi, per aver salvato fuori servizio un cane disperso in autostrada. Il sindaco di Fonte Nuova, Piero Presutti ha premiato il comandante della Compagnia Carabinieri di Monterotondo ten. col. Gianfranco Albanese e il luogotenente Luigi Faiella. Per l’ANFI il sindaco ha premiato il generale Clementi.

I lavori moderati dall’avv. Sergio Meucci, presidente della Lex et Ars, sono stati dedicati alla memoria di due importanti personaggi legati all’ambiente e sicurezza: al Sostituto Commissario di PS Roberto Mancini, comandante della squadra che ha scoperto la Terra dei Fuochi campana deceduto a seguito di un cancro causato dagli ambienti malsani in cui era costretto a lavorare e all’Ufficiale della Guardia di Finanza Virgilio Pomponi, già comandante della Compagnia di Tivoli, il cui figlio anch’egli generale della GdF relatore dei lavori.

Il convegno è stato aperto da mons. Paolo Cartolari, che ha richiamato il legame tra ambiente e fede, sulla base dell’Enciclica “Laudato sii” del 2015 in cui la chiesa ricorda il creato come dono da tutelare. Il generale di Divisione Virgilio Pomponi, comandante Regionale Lazio della Guardia di Finanza ha ricordato di essere stato nel passato comandante della Regione Campania e di avere una diretta conoscenza della Terra dei Fuochi. Dopo aver analizzato nel dettaglio il concetto di Sicurezza e di Ambiente si è soffermato sulla crisi alla sicurezza sanitaria determinata dalla pandemia, il Covid ha impedito di svolgere le ordinarie attività sociali. Il generale ha poi ricordato la missione della Guardia di Finanza sulla sicurezza economica e finanziaria, con la vigilanza sui mercati e il concorso alla sicurezza ambientale, con particolare riferimento all’attività dei Reparti Operativi Aeronavali. L’avvocato Cristian Cerquati ha presentato una ricostruzione giuridica della tutela penale dell’Ambiente, introdotto nel 2015, con i “nuovi” delitti ambientali di inquinamento e disastro ambientale con una breve analisi sulle criticità legali che si sono presentati nell’applicazione pratica. L’intervento più atteso è stato quello dell’ispettore di Polizia di Stato Alessandro Magno, il quale ha raccontato come, con la “squadra dei monnezzari” nel 1993, scoprirono le discariche nascoste.  L’ispettore ha spiegato nel dettaglio, mostrando reperti e ricostruzioni, come avvenivano le contaminazioni.
Cave profonde decine di metri venivano riempite di rifiuti tossici e poi ricoperte con calcinacci compattati a formare una soglia dura e impenetrabile. Sopra un sottile strato di terra permetteva di iniziare le coltivazioni, che si contaminavano con le sostanze tossiche nel sottosuolo. Nel frattempo i rifiuti andavano a produrre percolato, che finiva in falda con inquinamento in aree vastissime e in atmosfera si liberavano gas tossici e con effetto climalterante. In altri casi i fanghi venivano usati come “concime” per le coltivazioni o smaltiti nei forni per i laterizi o direttamente nei materiali da costruzione. I lavori sono stati chiusi dal presidente della Commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio, Valerio Novelli che ha ricordato come anche a Guidonia Montecelio il percolato di discarica inquina le falde.

Anna Ammanniti

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