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Ripi – Libri ancora a scuola, famiglie e Sindaco insorgono contro la Dirigente

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Ripi – Libri ancora a scuola, famiglie e Sindaco insorgono contro la Dirigente
30 Maggio
09:30 2020
I libri e altro materiale didattico di proprietà degli alunni sono “ostaggi” nelle classi dell’Istituto Comprensivo di Ripi. Vista l’emergenza coronavirus, già da diverse settimane, i genitori e il sindaco Piero Sementilli hanno fatto richiesta alla Dirigente Vincenzina Irene Sabetta di studiare un modo per far entrare qualcuno a scuola e ritirare tutto il materiale. La Dirigente ha risposto che “non mi è permesso aprire i locali dei plessi scolastici per far accedere personale estraneo a quello abilitato per legge, nè tanto meno prelevare oggetti e cose all’interno delle Sedi scolastiche”. E questo in base a precise disposizione governative, in particolare il DPCM dello scorso 9 marzo e la Circolare del Ministero della Salute del 30 aprile. La Dirigente, inoltre, nella stesso documento, sollecita il Sindaco sulla sanificazione delle scuole e spiega che la Didattica a distanza non ha avuto necessità dei libri di testo.

Questa risposta della Dirigente è arrivata lo scorso 6 maggio, in seguito alla prima richiesta di fine aprile. A distanza di diverse settimane, lo scorso 22 maggio, il Sindaco Piero Sementilli ha nuovamente scritto alla Dirigente Sabetta, mettendo a disposizione gli agenti della Polizia Locale per entrare in sicurezza a scuola. Al momento, però, non è arrivata ulteriore risposta.
Tutto questo sembra veramente assurdo, tanto che la questione sta facendo arrabbiare e non poco i genitori di tanti alunni che ci hanno chiesto di far presente la cosa. In effetti, senza volontà di fare polemica gratuita, è veramente assurdo che per quasi tre mesi gli alunni non possano usufruire dei libri acquistati dalle proprie famiglie. Anche perchè, e questo è il dato che dovrebbe far più pensare, non tutti gli alunni possono accedere alla Didattica a distanza, qualcuno non possiede la linea internet a casa, qualcuno non ha a disposizione il computer, qualcuno non ha i genitori in casa che possano indirizzare il bambino nell’utilizzo del pc. Per questo motivo avere magari un libro a disposizione in casa sarebbe potuto essere un aiuto in più, anche in ore diverse da quelle dedicate alla DAD.
Per concludere, però, ci chiediamo una cosa. In altri paesi o per esempio nella vicina Ceprano, dove, senza alcun tipo di problema e con la massima collaborazione tra sindaco e dirigente scolastico, i libri sono stati prelevati dalla Protezione Civile con l’ausilio del personale dei vari plessi (circa 45 giorni fa senza preventiva sanificazione), per poi essere consegnati casa per casa alle famiglie, hanno forse fatto qualcosa contro la legge? CAP

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