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Regione – Scuola, Anief: “Bisogna aumentare i compensi. Si può fare senza oneri per lo Stato”

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Regione – Scuola, Anief: “Bisogna aumentare i compensi. Si può fare senza oneri per lo Stato”
22 Agosto
23:36 2019
Intervista del presidente nazionale di Anief ai microfoni di Italia Stampa: “Pronti a firmare il rinnovo del contratto col prossimo governo, se gli stipendi fossero ritoccati di 200 euro. Rispetto ai colleghi europei, i nostri insegnanti lavorano più e guadagnano meno”.

Il personale della scuola italiana lavora di più e guadagna di meno rispetto a gran parte dei lavoratori europei dello stesso settore. “Ha ragione la Ragioneria dello Stato – sottolinea il presidente nazionale di Anief, Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa. – nel senso che tra i dipendenti pubblici i più poveri sono i lavoratori della scuola. Sembra incredibile ma è così, piuttosto che valorizzare chi insegna ai nostri figli, si continua a svilirne la professionalità. In media, rispetto ai colleghi europei, guadagnano tremila euro in meno all’anno, e bisogna tener conto che molti precari hanno il compenso iniziale. Tutto questo, da dieci anni, a causa del blocco degli stipendi, che si sono slegati dall’inflazione, sono ben dieci punti sotto, nonostante gli aumenti dell’ultimo contratto”.

Cambiare rotta

Invertire la rotta è possibile, occorre arrestare l’emorragia, prima che sia troppo tardi. Il giovane sindacato autonomo lo spiega da parecchio tempo, ma a orecchie sorde a questo tipo di sollecitazioni. L’auspicio è che un eventuale nuovo esecutivo, dopo la caduta del governo Conte, si decida ad ascoltare i consigli di Anief.

La proposta del presidente Pacifico

“Avevamo portato le nostre proposte – ricorda Pacifico, nell’intervista radiofonica a Italia Stampa – per aumenti di stipendi grazie ai risparmi della legge 133/2008, senza ulteriori oneri per le casse dello Stato. Sarebbero 200 euro di aumento a testa, un minimo per ripartire, anche se non colmerebbe il distacco con l’Europa. È stato dimostrato che i nostri insegnanti lavorano di più e tuttavia guadagnano meno, ad esempio quasi la metà dei colleghi tedeschi. Speriamo che il prossimo governo ascolti la nostra voce, ritoccare io compensi è un provvedimento da fare presto, col rinnovo del contratto, saremmo disposti a firmarlo subito se ci fossero gli aumenti che auspichiamo per tutto il personale della scuola”. (Fonte: comunicato stampa)

 

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