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Regione – Latina, sparatoria per una rapina nel Quartiere Q4

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Regione – Latina, sparatoria per una rapina nel Quartiere Q4
23 Luglio
11:40 2018
Il sindacato di polizia LeS calca la mano sulla carenza di sicurezza.

Ne parliamo con Elvio Vulcano, Coordinatore nazionale per la stampa e comunicazioni del sindacato di Polizia LeS, (Libertà e Sicurezza) e con Antonio Bottoni, Responsabile Provinciale di CO.DI.CI. – Vulcano, ricordiamo ancora le manifestazioni da lei organizzate sotta la Prefettura di Latina e nei quartieri Q4 e Q5 per chiedere più sicurezza ed un presidio di Polizia.

Come mai poi non si è fatto più nulla?

Come è nella nostra tradizione, ci siamo schierati fin da subito con i cittadini che chiedevano sicurezza nei Quartieri Q4 e Q5, inimicandoci i nostri vertici istituzionali: far trapelare la carenza di sicurezza sul territorio, non aiuta certamente la carriera di chi dovrebbe garantirla. Personalmente sono anche stato punito disciplinarmente, non per qualcosa che abbia commesso ma per l’intenzione. Nel codice penale viene sanzionato il reato e il tentativo di reato, in Polizia, per i sindacalisti scomodi, è prevista anche la sanzione della semplice intenzione, ovvero del pensiero. Però, venire sanzionato per difendere i diritti di circa 35.000 residenti, l’ho comunque considerato un onore. Infatti, subito dopo l’insediamento dell’attuale Questore Carmine Belfiore, una nostra delegazione sindacale, composta da esponenti nazionali e provinciali, ha rappresentato il malcontento dei cittadini che risiedono in quell’area del capoluogo pontino. Il massimo esponente della Polizia di Stato nella provincia era apparso molto interessato sia all’analisi che alla soluzione del problema che è stata prospettata, cioè l’istituzione di un posto fisso di Polizia o, nell’attesa del perfezionamento delle procedure, lo stazionamento di almeno un camper mobile. I troppi reati predatori (rapine, furti e borseggi) che vengono commessi in quell’area e che, spesso, non vengono neppure, denunciati meritano una risposta di cui siamo ancora oggi in attesa.

Nel centro Lestrella in Q4, dove è avvenuta la rapina lo scorso venerdì 20 luglio con un ferito, sapevamo che era una possibile location per l’insediamento del posto di Polizia?

Qualche tempo fa ho avuto un incontro con una delegazione dei commercianti del centro Lestrella e il curatore fallimentare di alcuni locali del Centro. Si era paventata la possibilità di destinare degli spazi ad uso gratuito per l’insediamento del posto di Polizia. Abbiamo cercato di spianare la strada il più possibile per la realizzazione della nuova struttura, ma ostacoli dovuti alla carenza di personale e mezzi, forse anche l’opposizione di qualche sindacato all’interno della questura di cui probabilmente fanno parte anche alcuni funzionari, non ha certo agevolato il raggiungimento dell’intento. Però, mi si lasci dire, per garantire la sicurezza a circa 500 metri dalla Questura, cioè presso il capolinea degli autobus, il camper ed il personale sono stati trovati. Purtroppo ci sono decisioni verticistiche che sfuggono alla mia comprensione. Qualche anno fa, con la mia pressante attività sindacale, si è ottenuta l’assegnazione di oltre 30 poliziotti alla Questura di Latina. Questo personale in un primo momento è stato assegnato al controllo del territorio ma poi, probabilmente, con il giusto tesseramento sindacale è stato destinato ad altri servizi. Ma ciò che è accaduto al Centro Lestrella, dove, tra l’altro, si sono verificati numerosi furti, tanto per citare, mi viene in mente quanto è accaduto numerose volte al negozio di tabacchi, ci dice che, molto probabilmente, c’è qualcosa da rivedere.

Cosa pensa del futuro della sicurezza nel territorio pontino?

Personalmente credo che ci dovrà mettere le mani il Ministro Salvini, ci appelleremo agli onorevoli eletti nella Lega che provengono da questo territorio e dalle file dell’Ugl e a quelli del M5S. Spero in un cambiamento della classe dirigente, ne avevo già parlato con l’ufficio rapporti sindacali del Ministero: “è inutile cambiare periodicamente solo i Questori: andrebbero movimentati anche i quadri dirigenziali: a Latina molti fanno carriera spostandosi da un ufficio all’altro sempre nella stessa Questura, altri vanno fuori provincia per un breve periodo per poi ritornare dopo essere stati promossi. Per fortuna questa battaglia di giustizia e di sicurezza nella provincia pontina possiamo condividerla con il dr. Elvio Di Cesare dell’Associazione Antimafia Caponnetto, che tempo fa ha proposto una nuova dislocazione ed un ampliamento degli uffici di Polizia sul territori, basato sulle reali esigenze della provincia ma anche con Antonio Bottoni, di CO.DI.CI.

A proposito, Bottoni, come vede la situazione?

Devo dire che assisto con molto rammarico e dispiacere a quanto sta accadendo in un territorio come quello dei quartieri q4 e q5, o, meglio, Nuova Latina e Nascosa, secondo la loro denominazione ufficiale. A questo proposito, non posso non ricordare che nel mese di luglio di 19 anni fa, insieme ad un ex Consigliere Provinciale, presentai al Prefetto ed al Questore dell’epoca una petizione con oltre 3.000 firme di cittadini proprio di questi due Quartieri, i quali già allora chiedevano sicurezza. Proponemmo alle Autorità l’istituzione di un Posto Fisso di Polizia, ma la deludente risposta fu che ci sarebbe stato concesso (concesso, come fosse un grazioso regalo e non un diritto di quella parte della cittadinanza) un camper. Tuttavia, quel mezzo, che in quel momento era impegnato sul lungomare, sarebbe stato messo a disposizione solo dal successivo mese di novembre. Non potemmo trattenere un commento ironico, secondo cui sarebbe stato ben difficile acciuffare i delinquenti con un camper, anche se fossero fuggiti a piedi o su un ciclomotore. In effetti, il camper vi stazionò per alcuni mesi, ma tutto finì li. Piccolo e magro contentino, tanto per tacitarci, ma sul tema abbiamo sempre conservato la massima attenzione e la massima solidarietà per i cittadini che da tanti anni soffrono di questo problema.

Vulcano, per concludere?

In conclusione posso dire che oggi più che mai, confidiamo nella nuova classe politica e speriamo che dia reali risposte a questa sino ad ora inascoltata richiesta di sicurezza.

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