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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Regione – Coronavirus: la denuncia dei medici di famiglia da SNAMI Lazio

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Regione – Coronavirus: la denuncia dei medici di famiglia da SNAMI Lazio
18 Ottobre
08:30 2020
Riceviamo e pubblichiamo la denuncia del Dott. Giuseppe Di Donna – Presidente SNAMI Lazio.

“Vorrei manifestare il malessere che sta vivendo la categoria dei Medici di Medicina generale in questo periodo della pandemia da COVID-19. La nostra difficoltà ad operare al meglio in questo periodo deriva da alcuni fattori: essere stati lasciati soli, con strumenti inadeguati (DPI) per visitare i nostri pazienti in sicurezza ed evitare di poter essere possibili “untori” nelle nostre famiglie, per i nostri collaboratori ma ancora di più per i nostri pazienti. Vorrei ricordare quanti della nostra categoria, ma in tutti i settori della Samità pubblica, ci hanno lasciato nello svolgimento della loro attività. Può immaginare un massimalista (con 1500 e più pazienti in carico), cosa deve fare per svolgere al meglio la propria professione, e per fare ciò abbiamo dovuto riorganizzare la nostra attività, sia negli studi ma anche a domicilio, e qualcuno dice che non visitiamo !!!???

Chi di noi si è dato da fare, rimanendo anche infettato, non ha nessuna tutela anche previdenziale, ma per fornire un contributo all’argomento vorrei manifestare anche le difficoltà, che forse qualcuno non ha calcolato: i rischi che, senza appositi dispositivi ed un idoneo supporto da parte di personale infermieristico, la richiesta di effettuare i Tamponi rapidi nei nostri studi risulta praticamente impossibile, e le allego gli aspetti che abbiamo presentato alla Regione Lazio, che ha proposto di fare da apripista per tale iniziativa. Noi, come sigla sindacale della Medicina generale, proponiamo di contrbuire a tale modalità che può ridurre gli accessi ai PS, ma ciò deve essere regolamentato con idonea tutela degli operatori tutti, ed al di fuori degli Studi Medici che non possono rispettare la normativa sulla sicurezza, nella maggior parte dei casi, per questa particolare attività. Come mai sul territorio vengono eseguiti nei Drive-in, sotto tendoni, e non nelle strutture sopedaliere o ambulatoriali, ed imvece quacuno ha ritenuto idonei i nostri studi ?

In conclusione: Siamo per il SI ad effettuare i tamponi, pda parte dei MMG che danno la propria disponibilità, NO negli Studi Medici, ma in strutture messe a disposizione dalle ASL o dai Comuni, con il supporto organizzativo della Protezione Civile, in appositi locali o tensostrutture appositamente allestite in sedi da individuare congiuntamente con la ASL territoriale.

Voglia, corttesemente, tenere presente quanto da me manifestato, a nome di una parte della categoria (siamo il secondo sindacato della Medicina generale), e trovare la giusta modalità per diffondere dal giornale da lei diretto quanto da me espresso”. (Fonte: comunicato stampa/Foto di repertorio)

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