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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Provincia – Violenza sulle donne, la presidente del Telefono Rosa: “Educhiamo al rispetto”

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Provincia – Violenza sulle donne, la presidente del Telefono Rosa: “Educhiamo al rispetto”
08 Marzo
16:17 2021

 

 

Difficile pensare ad una festa della donna quando dall’inizio dell’anno sono stati consumati già dodici i femminicidi. Un dato allarmante che non ha lasciato indifferenti le associazioni locali che si occupano di contrastare la violenza sulle donne. In campo è sceso il Telefono Rosa di Frosinone.

Ma cosa si puo’ fare per arginare questo deprecabile fenomeno? “Intanto- ha dichiarato la presidente del telefono Rosa Frosinone Patrizia Palombo le donne vanno credute se denunciano le violenze. Troppe volte le donne vengono rimandate a casa dopo aver segnalato alle forze dell’ordine situazioni di difficoltà di violenza se non ​maltrattamenti e stalking. Non vengono credute o la loro denuncia è sottovalutata L’approccio delle forze dell’ordine, delle procure, degli operatori socio-sanitari deve essere diverso, deve cambiare. Non si possono lasciare andare le donne sottovalutando le denunce che fanno, perché questo le espone a rischio. E non è un rischio lieve: è un rischio di morte, come vediamo accadere anche questi ultimi giorni”.

La presidente Palombo punta l’indice sulle lungaggini burocratiche. I tempi vanno accorciati, il giudizio dovrebbe essere celere perché è nel lasso di tempo tra la denuncia e la prima udienza penale che la donna viene uccisa. Nel corso dell’anno 2020 l’Associazione Telefono Rosa Frosinone- “Centro di Orientamento per le Donne”, con sede in Ceccano, da gennaio a dicembre, ha ricevuto oltre 523 richieste di aiuto telefoniche delle quali 198 si sono concretizzate con la venuta in sede. l’85% di esse ha figli minori per i quali sono state messe in campo le strategie necessarie per affrontare nel giusto modo le problematiche rappresentate e riscontrate. Ove necessario sono stati attivati i servizi sociali di residenza del caso, per alcuni di essi c’è stato l’ascolto degli esperti della polizia di stato e l’intervento del tribunale dei minori.

Per quattro donne gli avvocati dell’associazione sono riusciti a far avere l’affido esclusivo dei minori. “Per le donne seguite dal nostro centro- ha continuato Patrizia Palombo- è stata offerta consulenza legale, psicologica, pedagogica e partecipazione al gruppo di mutuo auto aiuto. Per i figli minori (alcuni sono portatori di handicap), previa autorizzazione di entrambi i genitori, ove necessario, è stato attivato un servizio di sostegno e supporto sia psicologico che pedagogico, per quanto possibile, all’interno del centro e/o a distanza attraverso internet. Le richieste d’aiuto, ricevute nel corso dell’anno, provenivano da donne dai 19 ai 70 anni e quasi tutte riguardano violenze in famiglia e stalking, 3 casi riguardano il revenge porn. Le chiamate in un anno sono state in media 4/5 la settimana con un aumento nei mesi estivi e durante le festività. Le donne ascoltate hanno dichiarato di aver avuto il contatto per il nostro centro dal numero nazionale antiviolenza 1522, oppure attraverso le forze dell’ordine, i servizi sociali, i Pronto soccorsi, i mass media o da amici. Durante il periodo del lockdown sono stati fatti diversi interventi con l’ausilio delle forze dell’ordine, per portare via dalla propria abitazione donne con figli minori. Queste donne, anche a causa delle misure d’isolamento domestico imposte dall’emergenza coronavirus, stavano vivendo giorni molto difficili. Donne costrette a stare in casa con i mariti e/o compagni violenti senza via di fuga. Lo stare in casa è diventato per loro un vero incubo, la casa è diventata una trappola da cui è impossibile scappare”. Su questa problematica inutile negarlo, nonostante la sensibilità mostrata dalle istituzioni, la strada è ancora tutta in salita. il rispetto nei confronti dell’altra metà del cielo va insegnato ai bambini già nell’età scolare.

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