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Provincia – Valle del Sacco, intervento concreto del Ministro Lorenzin

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Provincia – Valle del Sacco, intervento concreto del Ministro Lorenzin
01 Giugno
09:44 2017

 

 

Intervento concreto del Ministro della Salute sull’inquinamento della Valle del Sacco: la delegazione medica e il territorio ottengono adeguata attenzione al problema.

Grazie all’intervento del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, l’Associazione Medici per l’Ambiente e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si sono incontrati nei giorni scorsi ed hanno discusso delle criticità legate all’inquinamento della Valle del Sacco. A conferma della rilevanza che si è voluta dare alla questione, ad accogliere la delegazione di medici (nelle persone di Teresa Petricca, Cristina Volponi, Giovambattista Martino e Marzia Armida, presidente dell’Associazione) è stato il presidente dell’ente Gualtiero Ricciardi, il dirigente del settore Ambiente e Salute dello stesso Istituto e il responsabile dello studio Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a rischio da inquinamento) che pone in evidenza il rapporto causa-effetto tra fonti di esposizioni ambientali ed eccessi di mortalità. Da quanto è emerso la provincia di Frosinone era stata esclusa dallo studio da quando la Valle del Sacco era stata declassificata a sito di interesse nazionale. Ora però si intraprenderà di nuovo questo percorso.

La disponibilità dell’ISS è massima, anche se è stato sottolineato che la competenza è prettamente regionale. L’ISS farà pressione sulla Regione affinché prenda in carico il problema sollecitando l’impegno di tutti gli enti preposti, inclusa la Asl locale. Questi saranno anche interpellati per avere delle risposte, ad esempio circa i mancati controlli. Inoltre l’ISS non potrà intervenire direttamente finché non sarà la stessa Regione a richiederlo, come avvenuto per i casi dell’Ilva di Taranto e per la Terra dei Fuochi a Napoli. Inoltre si procederà ad aggiornare costantemente il Ministro Lorenzin proposito di quanto emerso.

<L’Istituto Superiore di Sanità è stato molto attento alla tematica e cercherà di intervenire sul nostro territorio con le modalità che saranno ritenute più opportune. Ciò che è certo è che l’impegno dell’ISS c’è: hanno compreso il problema – ha dichiarato la dottoressa Teresa Petricca, membro dell’Associazione Medici per l’Ambiente – D’altro canto bisogna porre l’attenzione sui problemi affinché si concretizzi un’azione risolutiva. Siamo soddisfatti e speriamo finisca tutto nel migliore dei modi. Abbiamo la necessità di mettere insieme tutte le forze in campo>.

<L’impegno del Ministro è stato rispettato – aggiunge – L’onorevole Lorenzin è stata fraintesa quando parlava di un’assenza di emergenza sulla base dei dati. Questi ultimi infatti sono essenziali per avviare qualsiasi lavoro, ed in effetti è proprio quello che manca per poter iniziare a lavorare. Ora sarà necessario fare in modo di fornirli. D’altronde il metodo scientifico parte proprio da un’osservazione empirica. Dall’empirismo poi si procede alla verifica attraverso il registro tumori. Per questo motivo sinora, senza dati, gli studi sono rimasti fermi>.

<Abbiamo già da tempo preso un impegno anche con il  Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP), col quale porteremo avanti lo studio su tutta una serie di malattie correlate all’ambiente, redatto dai medici che coopereranno con l’Associazione Medici in Famiglia: sono circa 91 specialisti, dislocati lungo la Valle del Sacco. Partiremo il primo settembre – precisa la dottoressa – con il favore del DEP regionale in quanto dispiegheremo un pool immenso di osservatori con un correlato di almeno 500 pazienti per ognuno. Si potrebbe così arrivare ad un bacino di osservazione di circa 50.000 persone. A quel punto potremmo avere dei dati connessi a una serie di malattie legate all’ambiente. Per i tumori, purtroppo siamo ancora sprovvisti del Registro. Speriamo che la nostra Asl inizi ad attivarsi anche in funzione del Registro Tumori, perché senza di esso non si riuscirà mai a partire>.

<Lavorando costantemente sul territorio – conclude la stessa Petricca – la nostra sensazione è che la problematica riguardi, se non tutte, la maggior parte delle famiglie ciociare. Noi la troviamo più rappresentata, vivendola quotidianamente e avendo a disposizione anche delle statistiche interne. A chi ci accusa di allarmismo vogliamo sottolineare che se in quattro giorni di visite ambulatoriali si ricevono tre pazienti con patologie tumorali, la media rispetto agli anni precedenti è sicuramente aumentata>. (fonte: comunicato stampa)

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