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Provincia – Valle del Sacco, in campo l’Associazione Medici di Famiglia

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Provincia – Valle del Sacco, in campo l’Associazione Medici di Famiglia
08 Luglio
23:01 2017

 

 

In merito la nota di stampa secondo cui la Regione, per tramite dell’Assessore all’Ambiente Mauro Buschini, ha deliberato un monitoraggio sull’intera aerea perimetrata relativa il Sito di Interesse Nazionale SIN Valle del Sacco delle acque ad uso potabile al fine di successiva valutazione post analisi degli  interventi urgenti da programmare, scende in campo ”L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia.

<Il disastro ambientale dell’acqua e del suolo ha causato contaminazione umana attraverso la catena alimentare, con assunzione di sostanze presenti nell’acqua e nel suolo,purtroppo non più eliminabili dall’organismo delle persone colpite secondo le attuali conoscenze della medicina. Peraltro, la rimozione di detti contaminanti dall’acqua e dal suolo,al fine di evitare la contaminazione ulteriore e progressiva degli abitanti delle zone riparie della Valle del Sacco e di coloro che, anche a distanza potrebbero aver assunto o assumeranno,magari per errore o scarsa informazione, alimenti provenienti dalle zone a rischio, sarà,a detta degli esperti,opera di bonifica di estrema difficoltà e con risultati dubbiosamente definitivi,ma soprattutto realizzabili attraverso un percorso che si snoderà nei decenni futuri.La fitodepurazione preventivata sicuramente non agirà come una pompa aspirante a pronto risultato, purtroppo.

Tale premessa,a significare che l’acqua e il suolo impongono un impegno ciclopico nelle idee, nella realizzazione, nell’impegno economico, associato alla verosimile e prevedibile scarsità, perlomeno immediata, dei risultati. Tutto ciò ad esplicitare che l’errore è consistito nell’assenza di prevenzione ambientale e sanitaria con conseguenti condizioni di non ritorno o di ritorno solo parziale. Ed allora,come medici e come cittadini pensanti insieme alla comunità che ci sostiene e ci rende portavoci, auspichiamo massima attenzione, in questa fase e con tali presupposti, almeno alla prevenzione dell’ulteriore inquinamento dell’aria, perché ancora proficuamente aggredibile e sensibilmente reversibile. L’Inquinamento va evitato, non va generato e successivamente aggredito. Il caso dell’inceneritore di Colleferro è emblematico. E’ ormai a tutti noto che la Valle del fiume Sacco ha scarse possibilità di dispersione degli inquinanti atmosferici in quanto bacino chiuso con saturazione talmente di evidenza , che non si possono assolutamente ammettere ulteriori carichi emissivi di polveri sottili. Polveri che, altamente patogene, hanno una localizzazione generalizzata, costante e ripetitiva su tutto il territorio per l’ effetto pendolo che ne determina lo spostamento ogni giorno lungo l’asse nord-sud della provincia da Colleferro a S.Vittore e viceversa.
L’ingente mole di studi scientifici internazionali, nazionali ed anche regionali, unanimemente accettati, correlano, secondo precisi modelli matematici, l’incremento percentuale di PM all’aumento di malattie e morti,secondo un definito rapporto causa effetto. In sintesi la discussione di questi giorni si impernia ,con cruda realtà,nel rapporto tra l’inceneritore di rifiuti a Colleferro con potere emissivo di PM e il sequenziale incremento di malattie e/o di morti annunciate che intendiamo evitare. La posta in gioco è così importante che l’Istituzione non potrà non attenersi al massimo rigore scientifico nella ricerca della soluzione migliore per la salute collettiva. Non si può prescindere dagli studi scientifici ufficiali e dalle loro conclusioni. Suggeriamo pertanto di evitare con determinazione le valutazioni, ai fini della programmazione regionale per il risanamento, basate su giudizi e studi di parte (e tanti ne sono stati profusi), che comporterebbero conseguenze estremamente gravi in termini di offesa alla salute collettiva. Se l’istituzione regionale per tramite dell’assesore all’ambiente il 20 aprile a Frosinone dichiara, in pubblico consesso e tra gli applausi di tutti i presenti, che non ci saranno nuovi termocombustori nella Regione Lazio e le biomasse verranno valutate “ di caso in caso”, salvo poi a giugno implementare la quarta linea dell’inceneritore di S.Vittore ed a luglio promuovere il rimodernamento di quello di Colleferro, si crea un cortocircuito tra istituzione e cittadini che a nostro avviso va risolto nella chiarezza delle posizioni e nell’assunzione delle responsabilità. Se l’elusione del confronto con la letteratura scientifica ufficiale ci ha fatto ascoltare che l’inceneritore di San Vittore è meno patogeno dell’autostrada ad esso vicina, le precisazioni e le dovute puntualizzazioni sono inevitabili. Così le ipotesi di soluzioni terapeutiche, con improbabili ambulatori non confacenti, nè pertinenti, peraltro doppioni inutili di strutture già presenti, utili probabilmente a qualche posizione professionale, vanno assolutamente scongiurate nel rispetto della malattia e della dignità dei cittadini di questo territorio tanto provato>.

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