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Aggiornato alle: 21:20 di Martedi 15 Giugno 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Provincia – Servizio di Psicologia della ASL di Frosinone: Covid 19 e la gestione dello stress

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Provincia – Servizio di Psicologia della ASL di Frosinone: Covid 19 e la gestione dello stress
18 Maggio
15:48 2021

 

 

Paura per la situazione inattesa e potenzialmente dannosa per la salute personale e dei familiari; la necessità di una condizione di isolamento sociale, ansie, timori, impatti emotivi, sono tutti fattori che, nell’emergenza sanitaria da Covid che stiamo vivendo, comportano un’inevitabile sensazione di perdita di controllo, innescando reazioni di stress. L’Asl di Frosinone qualche settimana fa ha attivato un Servizio di Psicologia, a cui già si sono rivolte numerose persone.

Le ricerche rilevano che quarantena e isolamento possono favorire l’insorgenza di manifestazioni di disagio psicologico e alterazioni psicopatologiche derivanti da distanziamento, esaurimento di risorse personali, difficoltà di comunicazione, deprivazione relazionale, affettiva e ambientale. Seguire i consigli che ci vengono dati è un modo per riconoscere il ruolo della paura, senza farsi sopraffare. Angoscia, tristezza e anche panico, sono risposte emotive comprensibili, ma che scaturiscono da valutazioni poco realistiche. In queste situazioni se ci rendiamo conto di aver bisogno di aiuto, non esitiamo a chiederlo. Il Servizio di Psicologia della ASL di Frosinone si è attivato per le consulenze telefoniche per i cittadini, interventi terapeutici online, supporto psicologico per familiari di pazienti in Terapia Intensiva e gruppi di condivisione per il sostegno al personale sanitario. Molte le segnalazioni arrivate dai reparti Covid per il supporto psicologico di parenti di pazienti deceduti. Ma anche richieste arrivate via telefono, dopo l’annuncio dell’attivazione del servizio nella pagina Facebook della ASL.

Lo psicoterapeuta Lucio Maciocia ha spiegato: “C’è un grande bisogno. Da quando abbiamo attivato il servizio sono già più di 50 le persone che si sono rivolte a noi e molte di loro hanno chiesto un supporto individuale.” Il dott. Maciocia, che lavora in team con la dottoressa Patrizia Monti, ravvisa un segnale di ulteriore difficoltà poiché si assiste ad un vero proprio fenomeno di stigma sociale. “Nella prima ondata abbiamo vissuto un dramma collettivo, c’era molta partecipazione da parte delle persone, molta solidarietà. Nella seconda ondata, quando è aumentato il  numero di cluster familiari, il dramma è diventato familiare: è aumentato il senso di solitudine, della paura e addirittura della negazione.” Nell’intervento con i gruppi di personale sanitario, invece, si adotta la tecnica del defusing, vale a dire incontri di piccolo gruppo di breve durata, 20 – 30 minuti al massimo, finalizzati a disinnescare l’emotività e l’angoscia derivati dall’operare in situazione di forte stress e con pazienti molto impegnativi, in condizioni di rischio. L’intervento è indirizzato, soprattutto verso gli operatori sanitari impegnati nell’Ospedale Spaziani nell’intervento con pazienti affetti da COVID 19.  Tale condizione, essendo ad elevato impatto emotivo, può generare realistiche preoccupazioni nell’immediato nonché proiettate nel futuro, per sé e i propri familiari.

Anna Ammanniti

 

 

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