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Provincia – Il giudice annulla la multa rilevata con il sistema “scout speed”, provvedimento esclusivo

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Provincia – Il giudice annulla la multa rilevata con il sistema “scout speed”, provvedimento esclusivo
05 Giugno
16:30 2020
Il giudice annulla la multa di 553euro rilevata con il sistema “scout speed”, un provvedimento esclusivo. Una sentenza eclatante quella emessa dal Giudice di Pace di Frosinone nell’udienza di mercoledì scorso, la prima nella provincia.

Lo scout speed, conosciuto anche come “l’autovelox invisibile”, è un dispositivo innovativo: montato all’interno di un’auto, che può essere ferma oppure in movimento, rileva la velocità dei veicoli che circolano in entrambi i sensi di marcia quando la sede stradale è composta di due corsie, sia di giorno che di notte, grazie ai raggi infrarossi. La base giuridica sul funzionamento dello scout speed è la non obbligatorietà della segnalazione preventiva, ossia non è previsto alcun avviso del controllo elettronico della velocità di percorrenza.
È stato l’avvocato Emanuele Forte ad essersi opposto all’ordinanza di ingiunzione a seguito di una sanzione amministrativa per violazione al codice della strada: nello specifico l’avvocato Forte ha impugnato il provvedimento a carico di un cittadino di Arpino, il quale era stato contravvenzionato dalla Polizia Provinciale di Frosinone mentre transitava sulla superstrada Sora/Ferentino, nei pressi dello svincolo per Frosinone, dove il limite consentito passa da 90kilometri orari a 70km. All’utente, che aveva sorpassato il veicolo della Polizia Provinciale, veniva successivamente contestata la violazione al limite di velocità rilevata, per l’appunto, attraverso il dispositivo scout speed, con una multa di 553,00euro e la sanzione accessoria che prevedeva la sospenzione della patente da uno a tre mesi.
Il Giudice di Pace, avv. Emilio Manganiello, ha negato la richiesta di rigetto avanzata dalla Provincia di Frosinone, accogliendo le istanze dell’avvocato Forte che aveva fatto riferimento ad una specifica sentenza del 2015: la Corte Costituzionale poneva dei dubbi sulla legittimità dell’impiego di alcuni dispositivi di controllo in quanto “non tutte le apparecchiature impiegate dell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità sono sottoposte a verifiche periodiche di taratura e funzionalità”. Quindi la mancata allegazione, nel verbale di accertamento, del certificato di verifica di taratura e di funzionalità rende illegittimo l’accertamento stesso. In effetti le verifiche di taratura e funzionalità periodiche sono necessarie, come riportato nel giudizio, per scongiurare “fenomeni di obsolescenza e deterioramento che possano pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, qual è quello della sicurezza stradale”.
Sara Pacitto

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