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Provincia – Fiume Sacco, sospesa l’autorizzazione a un’azienda di Patrica

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Provincia – Fiume Sacco, sospesa l’autorizzazione a un’azienda di Patrica
06 dicembre
18:31 2018
(di Anna ammanniti) Lo scorso 24 novembre una massiccia schiuma bianca a Ceccano, aveva ricoperto il corso di acqua di Santa Maria a Fiume. Un allarmante episodio che aveva gettato nel panico l’intera popolazione non solo di Ceccano, ma dell’intera Valle del Sacco.

Una coltre bianca galleggiava su quel tratto del fiume Sacco, l’ennesima assurda vicenda di inquinamento ambientale. La Valle dei Veleni è abituata a subire da più di mezzo secolo, il gesto di incivili che sversano nelle acque del fiume di tutto e di più, regalando malattie, paura e morte. Ormai i cittadini sono oltre che indignati, sfiduciati, rassegnati a un destino che vede ognuno di loro alle prese con storie di malattie e morte. Un incomprensibile destino, su cui nessuno è riuscito finora a mettere le mani, a fare chiarezza e individuare i responsabili. La schiuma bianca, un fenomeno altamente scenografico, ha smosso le coscienze delle istituzioni, richiamando l’attenzione nazionale, mettendo in allarme anche il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. La schiuma bianca è tornata anche lo scorso 30 novembre, non fermandosi questa volta solo a Ceccano, ma toccando anche Ceprano e Castro dei Volsci.

La Procura di Frosinone con il Procuratore Giuseppe De Falco ha aperto un’inchiesta e ha delegato le polizie municipali di rintracciare le fonti di sversamento. I comuni interessati sono Anagni, Castro dei Volsci, Ceccano, Ceprano, Falvaterra, Frosinone, Ferentino, Sgurgola, Supino, Morolo, Paliano, Patrica. I numerosi accertamenti nella giornata di ieri hanno portato alla revoca di utilizzo dei servizi consortili di depurazione, a un’azienda di Patrica. Il presidente dell’Asi Francesco De Angelis, durante un’audizione convocata con le Commissioni regionali Ambiente e Urbanistica sull’inquinamento della Valle del Sacco, ha dichiarato che il depuratore di Ceccano in tutta la vicenda è parte lesa. “Quella che stiamo affrontando è una materia complessa, che ha una storia lunga risalente agli anni ’80. Pensare di trovare oggi una soluzione definitiva è impensabile. Ma a questo obiettivo bisogna lavorare, ben specificando, però, chi fa cosa. Ecco, come Consorzio industriale, in questi ultimi anni, abbiamo fatto molto. Con  l’installazione delle centraline e con le videoispezioni delle reti fognarie, che consentono di monitorare i reflui, siamo riusciti a risalire, anche grazie al supporto dato alla  Polizia giudiziaria,  ai fenomeni di abusivismo. Sulle sanzioni, sulla revoca delle autorizzazioni e sulle comunicazioni agli organismi competenti continueremo così come abbiamo sempre fatto per intero e con rigore la nostra parte. Mi preme sottolineare il nostro impegno e la nostra collaborazione con le autorità per individuare le responsabilità e continuare nell’ambito delle nostre competenze l’azione di controllo e di contrasto all’illegalità. Il concetto deve essere chiaro: chi inquina paga anche a tutela del sistema produttivo locale.”

Anna Ammanniti

 

 

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