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Piedimonte – Il Tar boccia Comune e Cosilam sulla questione Ares: tutto in regola

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Piedimonte – Il Tar boccia Comune e Cosilam sulla questione Ares: tutto in regola
18 Gennaio
10:45 2019

 

 

 

Il TAR del Lazio ha finalmente sciolto i nodi inerenti la realizzazione dell’impianto Ares a Piedimonte Sam Germano.

I giudici della sezione di Latina, dopo approfondito esame e due istruttorie, è pervenuto alla conclusione della assoluta correttezza e rispetto delle regole dei procedimenti di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di autorizzazione integrata ambientale (AIA) in capo ai quali la Regione Lazio ha consentito la costruzione e gestione di un impianto di ammendanti in località Ruscito.

In particolare, le quattro sentenze che hanno deciso i ricorsi proposti dal Comune di Piedimonte San Germano ed a firma del sindaco Gioacchino Ferdinandi, dal Cosilam e da Consorzi, hanno posto in evidenza come tutte le indagini d carattere ambientale abbiano escluso qualsiasi possibilità di pregiudizio della salubrità dei luoghi e della salute. Anche la questione della conformità urbanistica è stata ritenuta irrilevante: il TAR ha dichiarato illegittima la variante con cui, nel corso del procedimento, Cosilam aveva degradato ad artigianali le aree che il PRG considera industriali.

Il TAR ha precisato che si tratta di aree al di fuori del perimetro Cosilam, per cui rimane integra la destinazione industriale stabilita dal piano regolatore e che non è necessaria alcuna variante.
La scrupolosa analisi operata dal Giudice amministrativo in esito ad un processo che si è prolungato per circa due anni e che ha visto acquisire ben due verificazioni per l’accertamento dei fatti dovrebbe essere fonte di rassicurazione per i cittadini e le Istituzioni e consentire finalmente alla impresa di proseguire nell’attuazione del programma industriale che porterà a creare lavoro diretto oltre che lavoro indotto e che contribuirà alla gestione dei rifiuti organici ed alla produzione di ammendante compostato misto di qualità. Il titolare dell’azienda, con sede nel nord Italia, era stato anche oggetto di atti intimidatori. Quello più eclatante fu il rinvenimento di una testa di pecora davanti il cancello d’ingresso dell’azienda.

Angela Nicoletti

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