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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Pico – Rally a porte chiuse? L’assessore dice no

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Pico – Rally a porte chiuse? L’assessore dice no
14 Luglio
09:00 2020

 

 

 

 

L’assessore Comunale di Pico Luigi Grossi si dissocia definendo in questo momento la manifestazione come “BOICOTTAGGIO AL BENE COMUNE”.

“Ho espresso la mia contrarietà qualche mese fa al passaggio del Rally di Roma Capitale a Pico, chiedendo pubblicamente di investire i soldi destinati alla manifestazione, alla ripartenza del paese, vista la crisi economica che ci ha coinvolto a causa di una pandemia globale.

Non credo infatti che la politica in difesa di un Paese come Pico possa essere definita attraverso iniziative estemporanee e propagandistiche ma bensì da una analisi attenta delle esigenze attuali, che sono del tutto diverse da quelle degli anni precedenti vista l’emergenza covid che stiamo vivendo.

In questo momento, tutti terrorizzati da un virus,andiamo alla ricerca di “bonus” di soldi pubblici, di donatori e benefattori, ci commoviamo davanti a cittadini in fila per un pacco di pasta per poi vedere bruciare i nostri soldi su una pista da corsa in nome di chi è di cosa
in un momento del genere?

E allora non siamo vittime di un virus bensì di chi ci affama e permette un oscenità, una vergogna del genere!!!

Mi dissocio a gran voce davanti a questo boicottaggio al senso civico ed al bene comune dei miei concittadini.

A volte ho la sensazione di vivere in una società in cui non ci interessa quello che gli altri hanno da dirci poiché tutto quello che conta è ciò di cui siamo convinti.

Non si ascolta per comprendere ma per il semplice gusto di contraddire, dando vita a sterili monologhi ne utili e tanto meno costruttivi.

Non ho lo stile dello scacconista, muovere pedine non mi diverte, tanto
meno il gioco della roulotte.

Sono giochi che non hanno nulla a che vedere con la salute e le priorità dei miei cittadini soprattutto in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo.

Ora, più che mai, conta l’umanità e non il calcolo politico.

Capisco che le mie siano modalità “atipiche” dal momento che la mia priorità è il bene comune e gli interessi generali del mio paese. Circostanza che implica avere ideali sulla base dei quali indirizzare l’azione e possedere una visione del paese tale da permettere di
identificare le priorità.

In un contesto come quello attuale, abbiamo bisogno di un amministrazione abile ed efficace, empatica e umana, e che sia in grado di anticipare i bisogni della popolazione tale da poter garantire un servizio inestimabile per il bene dell’intera collettività.

I melodrammi non mi interessano, tanto meno i botta e risposta, capisco che non sempre è possibile trovare mete condivise, ma questo non significa dover rinunciare al bene di tutti,tanto meno ridurre il «bene comune» a merce di scambio, all’insegna di ciò che “più alletta”.

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