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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Patrica – La nuova frontiera dei rifiuti inerti, chiesta AIA per 300 mila tonnellate l’anno

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Patrica – La nuova frontiera dei rifiuti inerti, chiesta AIA per 300 mila tonnellate l’anno
13 Giugno
09:01 2019

 

 

 

La Valle del Sacco, nota come la Valle dei Veleni, continua ad attirare le attenzioni di chi vuole realizzare progetti di impianti legati al ciclo dei rifiuti.

La Valle del Sacco ha bisogno di rispetto ambientale, ha dato troppo negli ultimi 50/60 anni in termini di sfruttamento di territorio. Meta preferita per far collocare impianti industriali che non hanno rispettato norme e regole lasciando suolo, acqua e aria altamente inquinata. Inquinamento che irrimediabilmente ha portato malattie e morte. Centinaia di manifestazioni non sono bastate a fermare chi proporre insediamenti lungo il corso del fiume Sacco, in aree tra l’altro sottoposte ai vincoli del SIN. Di seguito la nota stampa del Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute relativo a Patrica (Fr) luogo pesantemente compromesso a livello ambientale, ma che risveglia continuamente appetiti. “Da tempo si è aperto un nuovo fronte sul terreno ciclo dei rifiuti, quello del trattamento degli inerti, si tratta di una categoria molto ampia che passa da rifiuti derivanti dalla costruzione di edifici, a estrazione di miniera e cava, da raffinazione del petrolio a terreni prelevati da siti contaminati, a trattamento delle acque reflue e altri ancora. Questo in sintesi è il progetto, tutta la documentazione al link https://regionelazio.app.box.com/v/027-2018, della Minotti Lavori SRLS sempre a Patrica e sempre nell’area industriale a gestione ASI. Progetto presentato a metà dello scorso anno e in fase istruttoria presso gli uffici preposti della regione Lazio per una capacità di trattamento con successiva presentazione in Autorizzazione Integrata Ambientale di 300.000 tonn/anno. Nell’istruttoria sono stati già espressi pareri, alcuni positivi in base alla collocazione dell’impianto in una area a destinazione industriale. L’amministrazione Comunale si sofferma sulla richiesta di integrazioni al progetto relative all’inquinamento indotto dal traffico veicolare, all’ utilizzo di terre e rocce di scavo ed alla collocazione in area SIN che richiede il parere ministeriale. Successivamente il Comune di Patrica, in data 31.01.19, fa richiesta di archiviazione del procedimento per difetto di applicazione dell’istruttoria e per mancato rispetto dei tempi previsti per l’integrazione documentale in riferimento alle normative vigenti, che però erano state inviate dal proponente in data 22.01.19 ma non pubblicate nell’apposito spazio web dell’area VIA della Regione Lazio e comunque in ritardo rispetto ai tempi normativi. In ogni caso ad oggi non risultano contro risposte dall’ente autorizzativo. Tra le note degli Enti interpellati spicca però la relazione dell’Arpa Lazio del 16.11.18 che in 18 pagine descrive il quadro catastrofico dell’area in oggetto. Lo stato delle acque superficiali del fiume Sacco da Colleferro a Falvaterra -come risulta dai dati delle centraline di rilevamento- risulta essere in gran parte “SCARSO” per i parametri ecologici e “NON BUONO” per i parametri chimici. Quelle sotterranee non fanno testo in quanto sono verificate solo in due punti per i parametri chimici su Anagni. Della qualità dell’aria vengono confermati i rilevamenti delle centraline che già conosciamo, introducendo però un rilevamento specifico su Patrica nel 2017 che riporta 56 superamenti per le PM10, oltre la normativa di Legge. A questo punto si passa al comparto suolo e acque sotterranee e qui la situazione è desolante. L’ARPA Lazio fa rilevare che per altre attività produttive nei pressi “gli interventi ispettivi effettuati presso alcuni degli insediamenti sopra citati hanno comportato la comminazione di sanzioni amministrative nonché segnalazioni all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 29-quattuordecies del D.lgs 152/06.”  A questo punto gli uffici della Regione Lazio non possono che prendere in seria considerazione il parere dell’Ente di Controllo preposto e -unitamente alle richieste dell’Amministrazione Comunale- archiviare il procedimento. Il Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute esaminata la documentazione relativa al progetto e valutate le probabili ripercussioni ambientali esprime preoccupazione e chiede che il procedimento sia dichiarato concluso con un parere negativo. In caso contrario i cittadini di Patrica e della valle del Sacco dovranno mettere in atto le contromisure del caso, peraltro a loro congeniali.”

Anna Ammanniti

 

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