Paliano – Processo Willy: ucciso in un minuto, “Preso a calci in testa, come se colpissero un pallone” | TG24.info
Aggiornato alle: 16:30 di Venerdi 30 Luglio 2021
Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Paliano – Processo Willy: ucciso in un minuto, “Preso a calci in testa, come se colpissero un pallone”

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Paliano – Processo Willy: ucciso in un minuto, “Preso a calci in testa, come se colpissero un pallone”
23 Giugno
16:21 2021

 

 

 

 

Si è tenuta oggi presso l’aula della Corte di Assise del Tribunale di Frosinone la seconda udienza del processo per la morte del giovane Willy. In aula, come per la prima udienza, presente solo uno dei quattro imputati, Francesco Belleggia. I fratelli Marco e Gabriele Bianchi collegati in video conferenza, Mario Pincarelli assente. Sono stati ascoltati sei testi del pubblico ministero.

Il Luogotenente Antonio Carella, comandante della Stazione Carabinieri di Colleferro, è uno dei sei testi ascoltati nell’udienza di oggi. “La notte del 6 settembre 2020 ero nel bagno del mio alloggio della caserma sita in Piazza Italia, attigua al giardino di via Bruno Buozzi.” Inizia così la testimonianza del militare. “Sento delle urla provenire dal giardino della “movida”. Un urlo particolare, una donna che grida forte. Erano circa le 3.27, ero già vestito in abiti civili.” Carella scende in strada alle 3.30, passa prima dal piantone in sevizio e una persona gli dice che è successo qualcosa dietro la caserma. “Noto un ragazzo a terra e 5-6 persone intorno. Chiamo subito la Centrale Operativa, chiedendo rinforzi. In quel momento persone prese dalla rabbia davano calci ai cassonetti. Parlo con un ragazzo che conosco, qualcuno mi dice <sono stati quelli di Artena>.” Intanto i colleghi di Carella arrivano sul posto. Il Luogotenente lascia il numero di telefono al conoscente per farsi mandare foto e quant’altro al più presto. “Dopo alcuni minuti, alle ore 3.49 mi arriva una foto con un numero di targa. Nel frattempo arriva l’ambulanza. Arriva anche l’autoradio, spiego ai miei colleghi che dobbiamo andare subito ad Artena per cercare i fratelli Bianchi. In strada chiamo la Centrale e ci dice che la macchina segnalata è intestata alla compagna di Alessandro Bianchi.” Colleferro dista da Artena circa 7 km, i Carabinieri arrivano nella via dove c’è il locale dei fratelli Bianchi. Vedono arrivare a piedi 5 persone: i fratelli Bianchi, Tondinelli, Belleggia e Pincarelli. “Entrano al bar, fanno finta di non vederci. Entriamo nel locale, parliamo con i Bianchi. Nel frattempo ricevo la telefonata: Willy è morto. Io e i miei colleghi all’interno del bar cerchiamo di non esacerbare gli animi. Prendiamo un caffè con loro. Intanto arrivano altre pattuglie. Ai 5 spieghiamo che dobbiamo andare a Colleferro. Ritornano con la stessa macchina a Colleferro, Pincarelli viene con un’altra auto. I ragazzi erano nervosi. Notai che Gabriele Bianchi aveva due asole della camicia strappate. Alle ore 4.30 siamo in caserma.”

Il secondo teste del pubblico ministero è Agatino Roccazzello, comandante Nucleo Operativo Radiomobile di Colleferro. L’aggressione al 21enne è durata un minuto, per la precisione un minuto e 25 secondi, è stata un’azione fulminea, veloce e molto aggressiva. La ricostruzione del pestaggio è stata fatta basandosi sulla visione delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Visionate anche le telecamere installate al cimitero, dove si erano appartati i fratelli Bianchi prima del pestaggio. “Con i fotogrammi della telecamera, confermati dallo screenshot inviato da uno dei testimoni, è possibile affermare che l’aggressione costata la vita a Willy Monteiro Duarte è durata un minuto”, queste le parole del comandante Roccazzello. La macchina dei fratelli Bianchi era parcheggiata a 5-10 metri di distanza dal posto dell’aggressione si è allontanata alle 3.24. Agatino Roccazzello ha ripercorso le indagini, descrivendo le fasi del pestaggio a Willy e riportando le parole degli amici del branco di Artena intercettati a loro insaputa. Era tutto iniziato per uno sguardo di troppo, Belleggia aveva colpito un ragazzo e Willy era intervenuto per aiutare l’amico aggredito. Mentre iniziavano a scaldarsi gli animi, due amici avevano chiamato i fratelli Bianchi che arrivarono subito sul posto. Questa la descrizione di Roccazzello: “Willy viene colpito dai Bianchi con un calcio, cade a terra e tenta di rialzarsi. Ma viene colpito nuovamente, Belleggia e Pincarelli lo colpiscono quando è già a terra. Pincarelli lo colpisce con i pugni. Belleggia gli sferra un calcio alla testa, “come se colpisse un pallone”, frase venuta fuori da un’intercettazione.” Sulle scarpe di Belleggia verranno trovate poi tracce biologiche del povero Willy.  Durante la ricostruzione delle fasi del pestaggio, la madre di Willy, Lucia Monteiro Duarte, è uscita dall’aula, distrutta dal dolore.

Anna Ammanniti

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