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Testata Giornalistica Telematica n.1/12

Msgc – Covid-19, le scelte di Conte, un viaggio al rallentatore verso la normalità

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Msgc – Covid-19, le scelte di Conte, un viaggio al rallentatore verso la normalità
27 Aprile
17:15 2020

 

 

 

 

 

In bilico tra la fase 1 e la fase 2, l’Italia ferita che deve rialzarsi. Ma come? Ne abbiamo parlato con il consigliere comunale, l’avvocato Emilio Biancucci, esponente del Movimento 5 Stelle.

Le scelte di Conte, in questi giorni, sono state adeguate?

<Sappiamo che le scelte politiche per quanto concerne l’emergenza da Cornavirus che stiamo vivendo devono, giocoforza, basarsi su evidenze scientifiche. Il Comitato tecnico-scientifico rimane una guida imprescindibile per la tipologia e la modalità di adozione di ciascun provvedimento e ciò a tutela della salute di tutti noi.

I circa 27000 morti registrati in Italia dimostrano la virulenza del Covid 19 e la sua pericolosità soprattutto nei confronti delle persone più fragili; pertanto, seppur i provvedimenti dell’Esecutivo sono dotati di una importante restrizione della libertà di spostamento di tutti noi, essi sono necessari e doverosi per affrontare una crisi sanitaria di queste proporzioni; e, oggi, possiamo dirlo, risultano anche efficaci vista la drastica riduzione dei deceduti in Italia.

Di certo questo risultato è stato raggiunto anche grazie ad un comportamento esemplare della maggior parte degli italiani che ha percepito la gravità della situazione che stavamo vivendo>.

Se si poteva fare di più…

<Diciamo che in uno stato di emergenza come quello che abbiamo affrontato è impensabile non commettere errori; forse la cosa più importante è commetterne il meno possibile e sono convinto che l’aver circoscritto la diffusione del contagio in una sola area del nostro Paese, quella del nord, sia stato un bene considerato quello che la pandemia avrebbe potuto causare nel restante territorio del nostro Paese, da anni alle prese con criticità sanitarie note a tutti>.

I sostegni alle famiglie e alle imprese sono adeguati?

<Il Decreto denominato “Cura Italia” è intervenuto su quattro fronti principali: 1) finanziamento per il potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza; 2) sostegno ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito; 3) supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del Fondo centrale di garanzia; 4) sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi.

Possiamo dire che il grosso delle somme stanziate da parte dell’Inps è arrivato ai lavoratori e alle famiglie nonché ai lavoratori autonomi e partita iva. Gli aiuti erogati sono, lo voglio ricordare, un primo stanziamento; ci vorranno ulteriori risorse e l’interlocuzione con l’Europa va nella direzione giusta. Nel frattempo, il reddito di cittadinanza ha sicuramente attutito il grave impatto socio-economico che il contagio ha prodotto sulle fasce più deboli della popolazione e anche gli altri provvedimenti adottati, come la cassa integrazione in deroga, sono stati idonei a sostenere economicamente i lavoratori e a aiutare indirettamente le imprese che altrimenti si sarebbero trovate costrette a licenziare.

Le somme alle imprese, invece, la cui erogazione passa attraverso gli istituti di credito ha registrato alcune criticità dovute anche alla adesione volontaria al provvedimento: a riguardo ci sono state alcune banche che hanno aderito all’iniziativa del Governo erogando le somme ai loro clienti; altre che non hanno aderito e altre ancora che, pur aderendo, hanno avviato una istruttoria di finanziamento più lunga e articolata che non sta permettendo agli aventi diritto di percepire immediatamente le somme stanziate. Su questo aspetto l’Esecutivo sta lavorando per porre rimedio alle problematiche riscontrate e garantire una pronta liquidità alle imprese pena un grave ristagno dell’economia nazionale e una desertificazione industriale che non possiamo in alcun modo permetterci come Paese>.

La fase 2: giusta questa scelta o è ancora troppo presto?

<La fase 2 per come impostata è quella che ci permetterà, gradualmente, di ritornare alla vita normale.

Credo che questo modo cauto di procedere sia condivisibile perché avulso dalla emotività del momento e dalla tanto smodata quanto imprudente voglia di ripartire immediatamente; è necessario che questa ripartenza poggi su presupposti solidi e efficaci che possano garantire una uscita definitiva dalla crisi e questo provvedimento va nella giusta direzione: se da un parte permette alla nostra industria, soprattutto a quella manifatturiera e cantieristica di ripartire, dall’altra, con le restrizioni di movimento adottate, vuole tutelare la salute dei cittadini e evitare che le aggregazioni siano foriere di nuovi incontrollabili contagi.

In definitiva un provvedimento equilibrato che noi cittadini, come sempre, saremo in grado di comprendere e rispettare, soprattutto per il bene che vogliamo al nostro Paese>.

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