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Msgc – Comune condannato a pagare differenze retributive, TFR e contributi ad una LSU

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Msgc – Comune condannato a pagare differenze retributive, TFR e contributi ad una LSU
20 Marzo
18:06 2018

 

 

 

 

Accolto il ricorso avanzato contro l’Ente locale.

Importante vittoria conseguita dall’avvocato Giovanni Moscarini e dagli avvocati Ezio Tatangelo e Luigi Mastroianni, presso il Giudice del Lavoro del Tribunale di Frosinone, che ha condannato il Comune di Monte San Giovanni Campano, accordando un cospicuo risarcimento ad una lavoratrice socialmente utile. Ma ricostruiamo i fatti.

“La ricorrente – in base a quanto riportato dai sui avvocati – aveva convenuto in giudizio il Comune di Monte San Giovanni Campano, esponendo di aver lavorato per il Comune nell’ambito di un progetto di lavoro socialmente utile (LSU) attivato dall’ente locale e poi costantemente rinnovato nel corso del tempo. La parte ricorrente, a sostegno della domanda, aveva evidenziato di aver lavorato per 15 anni (oltre il limite massimo di un anno previsto dalla legge) in attività socialmente utili; svolgendo mansioni ulteriori e diverse rispetto a quelle comprese nel progetto originario; espletando di fatto prestazione lavorativa secondo le modalità e i caratteri della subordinazione. Pertanto aveva lamentato la violazione della normativa sul L.S.U. per il suo utilizzo prolungato, oltre il limite massimo di 12 mesi, in attività estranee al progetto originario, al fine di supplire a carenze di organico del Comune.

La lavoratrice, quindi, aveva chiesto al Giudice di accertare la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato di fatto, con svolgimento da parte sua di mansioni riconducibili alla categoria B del CCNL del settore, e, pertanto, con diritto al pagamento delle differenze stipendiali tra quanto percepito quale LSU e il trattamento economico previsto per i dipendenti del Comune assegnati alle stesse mansioni, comprensivo del TFR, nonché il diritto alla regolarizzazione contributiva o, in subordine, alla costituzione di una rendita vitalizia reversibile presso l’INPS.

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Frosinone ha ritenuto di condividere la tesi prospettata dagli avvocati di parte<<Le mansioni svolte dalla ricorrente in favore del Comune convenuto – ha dichiarato il Giudice del Lavoro – hanno, quindi, superato i limiti di impegno, contenuto ed orario previsti nel progetto di LSU approvato, ed appaiono, inoltre, riconducibili alla qualifica di “operaio generico” riconducibili alla categoria A del CCNL Comparto Regioni e Autonomie Locali, con instaurazione tra le parti di un rapporto di lavoro subordinato di fatto e, pertanto, con diritto della ricorrente al pagamento delle differenze retributive tra quanto percepito quale LSU e il trattamento economico previsto per i dipendenti del Ente locale assegnati alle medesime mansioni (categoria A), comprensivo del trattamento di fine rapporto, oltre rivalutazione e interessi come per legge>>.

Il Comune di Monte San Giovanni Campano è stato anche condannato alla regolarizzazione della posizione contributiva con obbligo di versare all’INPS i contributi dovuti in relazione al rapporto di lavoro subordinato di fatto instauratosi tra le parti, oltre a costituire presso l’INPS una rendita vitalizia reversibile. Ovviamente, la pronuncia favorevole del competente Giudice del Lavoro lascia ben sperare che i numerosi giudizi pendenti presso i Tribunali di Frosinone e di Cassino, raggiungano lo stesso positivo esito”.

Red.

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