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Frosinone / Segni – Furbetti del cartellino: assolto Alessandro De Paolis

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Frosinone / Segni – Furbetti del cartellino: assolto Alessandro De Paolis
14 Febbraio
22:00 2020

 

 

 

 

A distanza di quattro anni si è chiusa la disavventura giudiziaria di Alessandro De Paolis, dipendente della Regione Lazio accusato di peculato d’uso. Questa mattina il giudice ha pronunciato sentenza “di non doversi procedere”.

avv. Antonio Di Sotto

avv. Antonio Di Sotto

L’uomo, 63 anni di Segni (RM), svolgeva all’epoca dei fatti e tutt’ora svolge ancora, la mansione di autista di un dirigente della Regione Lazio nella sede di Frosinone. Nel 2016 è stato accusato di assenteismo nell’indagine dei “furbetti del cartellino” svolta dalla Guardia di Finanza. Alessandro De Paolis, nel 2016 aveva ricevuto dal dirigente della Regione Lazio regolare incarico di missione per recarsi a Frosinone, Cassino, Latina e Roma per fini istituzionali, prevedendo la percorrenza di un itinerario specifico, con un chilometraggio ed una durata sostanzialmente standard. Il suo lavoro consisteva nel prelievo dell’auto di servizio presso la sede decentrata di Frosinone, prelievo del dirigente a Cassino e suo accompagnamento a Latina, presso la sede dell’Area Decentrata Agricoltura della Regione per l’espletamento del suo servizio. L’uomo si recava poi a Roma per ritirare plichi sempre alla sede della Regione Lazio, rientrava a Latina nello stesso pomeriggio per il prelievo del dirigente al termine dell’orario di lavoro e rientrava a Frosinone per il deposito dell’auto di servizio. Nei due giorni in cui è stato accusato di peculato d’uso (il 21 e 23 giugno 2016) l’uomo si è attenuto scrupolosamente alla sua tabella di marcia. Dal tabulato dei transiti autostradali si evince infatti come era prassi che l’autovettura guidata da De Paolis nel viaggio di ritorno dalla Capitale verso Latina, dopo aver imboccato il casello autostradale di Roma Sud, usciva ad uno dei caselli immediatamente successivi (Valmontone-Colleferro, Anagni-Fiuggi, Ferentino). Tale deviazione si rendeva opportuna per imboccare la SP61 e raggiungere, tramite altre strade interne, più velocemente e con minor percorrenza chilometrica, la città di Latina. Queste deviazioni erano avvenute in linea di massima in corrispondenza con l’ora di pranzo. All’indagato quale pubblico dipendente, compete il trattamento economico di missione che prevede il diritto al rimborso del pasto. Quindi l’uomo usciva al casello di Colleferro per fermarsi a consumare il pranzo per poi proseguire in direzione di Latina. Quanto alla scelta di consumare il pasto presso la propria abitazione, ubicata comunque lungo la SP61, piuttosto che in un vicino ristorante non comprometteva nulla sul suo orario di lavoro. Inoltre l’uomo aveva gravi problemi intestinali per i quali era stato anche operato e aveva necessità di consumare un’alimentazione adeguata. La difesa ha ritenuto che tale condotta non sia sanzionabile sotto il profilo penale, sia perché non ha arrecato alcun danno patrimoniale alla pubblica amministrazione sia perché la macchina di servizio, nell’arco di tempo del pranzo, non era destinata ad altro servizio istituzionale essendo l’autista in pausa pranzo. Subito dopo il pasto l’uomo riprendeva il suo viaggio verso la destinazione del proprio tragitto lavorativo. L’avv. Antonio di Sotto difensore di Alessandro De Paolis: “Siamo soddisfatti, ne eravamo certi fin dall’inizio! Una sentenza di proscioglimento che sicuramente rende giustizia, ma che non può non imporre una seria riflessione. Quanto è costato tutto questo all’interessato e al sistema giudiziario? E quanto male hanno fatto gli articoli sui giornali arrecando danno all’immagine dell’interessato prima ancora di qualsiasi sentenza!”

Anna Ammanniti

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